La “gita” a Washington della Regione Molise: ne parlano “gli Immoderati”

7 Novembre 2019 0 Di

(PressMolilaz) Campobasso, 07 nov.  La testata “Gli Immoderati”, punto di riferimento della cultura liberale, dedica un pezzo alla vicenda della discussa trasferta della Regione Molise a Washington, costata 130 mila euro di soldi pubblici che ha polarizzato anche attenzioni nazionali. Riceviamo e pubblichiamo:

“È notizia di questi giorni che il Molise abbia speso 130.000€ (nostri) per mandare in gita a Washington diciotto aziende della regione. Quattro delle quali di Poggio Sannita , un paesino di 600 anime.

In tempi davvero lontani c’erano i proficui viaggi missionari di Giovanni da Montecorvino, Michele Ruggieri o dello straordinario scienziato e teologo marchigiano Matteo Ricci in Cina. In tempi più recenti, i mitici anni Ottanta, quelli collettivi e pluritappe di Bettino Craxi in Asia, compresa puntatina a Puttaparthy (nome non di fantasia) per visitare il fratello Antonio, mistico che viveva tra i discepoli del discusso Sai Baba.

Nel bestseller “La Casta”, Rizzo e Stella riesumano una trasferta ad Oslo della Regione Sicilia per imparare come si organizza un campionato di ciclismo: partirono in 120, compresi i musicisti di un’orchestrina folk, le mogli, trenta giornalisti e quattro cuochi. Salute. 

L’ultima missione istituzionale che fa parlare di sé – ma nemmeno troppo nelle latitudini sannite – coinvolge nientemeno che la Regione Molise, piccolissimo e spopolato territorio (106 dei 136 Comuni hanno meno di duemila residenti), che però è amministrato da un’abbondante pletora di amministratori, dirigenti e consulenti. Compresi non eletti che diventano consiglieri regionali grazie ai posti lasciati liberi dagli assessori. E vualà.

Nei giorni scorsi, grazie a non pochi fondi pubblici regionali (133mila euro), il governatore del Molise, accompagnato dall’assessore all’agricoltura Nicola Cavaliere e dai titolari di un gruppo di diciotto aziende molisane (sulla carta), s’è spinto fino a Washington per l’annuale convention degli italo-americani promossa dalla Niaf, associazione di settore. La Regione Molise è stata nientemeno che ospite d’onore, presente anche alla cena mondana con biglietto, si mormora, a 500 euro a cranio.

La vicenda, in effetti, presenta degli aspetti assai discutibili.

Un primo punto riguarda il rapporto decisamente complicato tra l’entità dell’investimento e il contesto americano sovradimensionato rispetto agli ospiti paganti e alle aziende del Molise, ben quattro delle quali – come evidenziato dal giornale locale Primonumero – provenienti da un solo paesino montano, Poggio Sannita, 600 anime di cui la metà con più di 65 anni: una farmacia galenica, un’azienda che produce miele, due società che hanno acquisito da poco un marchio senza ancora produrlo. “La Palo Alto molisana in gita a Washington” ironizza Giuseppe Colella, l’autore del pezzo.

In effetti questa missione giustificata – a parole – dalla mission di “aprire nuovi mercati” cozza con le praterie di mercati, ad iniziare da quelli delle regioni limitrofe, dove il Molise è ignorato. Con 133mila euro non sarebbe stato più logico anziché farsi una mangiata nei pressi del Campidoglio sede del governo americano optare per il Campidoglio nostrano, sede del governo della Città Eterna, dove la maggior parte dei ristoratori non fa uso – e ignora – i prodotti molisani?

Emblematico quanto ha scritto una ragazza presente nella trasferta americana: “Io rappresento anche alcune aziende del basso Molise che non sono potute essere presenti personalmente”. E continua: “La mia azienda sarebbe già morta da tempo se avessi dovuto fare affidamento esclusivamente sulle risorse locali (…) Vorrei che il popolo molisano fosse orgoglioso di tutti noi che con grande sacrificio portiamo avanti le nostre Aziende in una terra ostile”. Già in una terra ostile. Con le cui casse pubbliche, però, si finanziano trasferte del genere.

Il Molise, in sostanza, non è la Puglia, che ha partecipato lo scorso anno all’appuntamento americano. Non solo spendendo meno, ma con realtà quali il pane di Altamura che fa 25 milioni di fatturato, un’azienda di Grottaglie che costruisce le fusoliere dei Boeing e un piano strategico per entrare nel mercato americano.

Il modello molisano, irride più di qualcuno, sembra quello di Totò e Peppino a Milano. O, tutt’al più, il Natale a Miami con Boldi e De Sica, con le mangiate, sempre loro, quali protagoniste assolute”.