Il caso del Molise Pride e il patrocinio negato dal Comune di Termoli. Il PD attacca, ma pretende l’uniformità del pensiero
16 Luglio 2025(PressMoliLaz.) Termoli, 16 Lug. 25 A una settimana dal Molise Pride, il Partito Democratico diffonde oggi, un comunicato dai toni polemici contro il sindaco di Termoli Nicola Balice, “colpevole” di non aver concesso il patrocinio all’evento. Un attacco che rivela ancora una volta la difficoltà, da parte di una certa sinistra, di accettare l’esistenza di opinioni diverse dalla propria. “Il sindaco Nico Balice non ha dato nessuna spiegazione esaustiva”, lamenta il PD, pretendendo giustificazioni per una decisione che rientra pienamente nella libertà e nell’autonomia dell’amministrazione comunale.
Ma serve davvero una giustificazione per non patrocinare un evento a connotazione politica e ideologica? È ormai evidente che per il PD e i suoi alleati non si tratta più di diritti, ma di egemonia culturale: chi non aderisce alla loro narrazione viene subito etichettato come nemico del progresso, della tolleranza, della libertà.
Sorprende che un partito che si definisce “democratico” non accetti che una maggioranza eletta possa prendere decisioni diverse da quelle che loro auspicherebbero. È la democrazia, non l’unanimismo ideologico. Se un sindaco e la sua giunta non ritengono opportuno patrocinare il Pride, non per questo negano diritti o manifestazioni: semplicemente non intendono dare un riconoscimento istituzionale a un evento che non sentono rappresentativo della comunità intera.
È un principio semplice: quando il PD o chi la pensa come loro vincerà le elezioni a Termoli, potrà patrocinare il Pride, il contro-Pride e qualunque altra iniziativa ritenga opportuna. Ma oggi amministra un’altra maggioranza, legittimata dal voto popolare.
Il comunicato del PD si chiude con frasi cariche di retorica : “Noi ci saremo perché siamo dalla parte dei diritti, sempre”, ma non tiene conto che anche il rispetto delle istituzioni, delle scelte democratiche e del pluralismo sono diritti fondamentali.
Il sindaco Balice, con equilibrio, ha affermato che il Comune sarà sempre dalla parte delle iniziative contro ogni discriminazione, ma ha semplicemente deciso di non sostenere simbolicamente un evento che ha un’impostazione anche politica, come tutti i Pride.
Non è forse questa, dopotutto, la democrazia? Governare secondo le proprie idee, nel rispetto delle leggi, della volontà elettorale della cittadinanza e delle libertà altrui, senza doversi piegare ogni volta al diktat ideologico di chi non ha vinto le elezioni?
Il Partito Democratico, invece di accusare e pretendere adesione incondizionata, dovrebbe riflettere su cosa significhi davvero libertà e rispetto delle istituzioni. Forse, a forza di invocare diritti, ha dimenticato che la libertà è anche quella di non pensarla come loro.



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