Nuovi autovelox a Bojano: il consigliere Gentile replica al PCL, ma evita il nodo della trasparenza IL PCL Molise ha chiesto a Prefetto e Comune la rimozione.
7 Agosto 2025di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Bojano, 07 Ago. 25 L’installazione di due nuovi autovelox in un tratto di appena due chilometri nel territorio di Bojano continua a far discutere. Al centro della polemica, la risposta del consigliere comunale Liberato Gentile alle critiche sollevate dal Partito Comunista dei Lavoratori – Molise, che nei giorni scorsi aveva chiesto pubblicamente chiarimenti sull’iniziativa e sulle reali motivazioni alla base dell’intervento.
Gentile ha liquidato la questione affermando che la pratica è “in regola”, poiché seguita personalmente, con avallo di Anas, Polizia stradale e Polizia locale . Ha inoltre accusato il PCL di voler difendere chi non rispetta i limiti di velocità, dimenticando che la vera questione posta riguarda la legittimità, la trasparenza e la proporzionalità dell’intervento.
Il nodo: dove sono le relazioni preventive?
Come in altre occasioni simili, né il Comune Bojanese né la Prefettura hanno pubblicato le relazioni preventive redatte da ANAS e Polstrada che giustificherebbero la nuova installazione. Una prassi ormai consolidata, con motivazioni sempre identiche: “lo si fa per evitare incidenti”, oppure “è stato fatto tutto secondo legge”. Argomentazioni generiche, ripetitive e senza reale contenuto informativo per i cittadini.
Il Partito Comunista dei Lavoratori – Molise, attraverso una nota firmata dal segretario regionale Tiziano Di Clemente, ha evidenziato come la mancanza di accesso ai documenti e ai parametri oggettivi e/o la loro pubblicazione (tasso di incidentalità, pericolosità del tratto, ecc.) rende l’iniziativa legalmente fragile e socialmente iniqua impugnabile davanti alle AA.GG.
Il PCL: “Autovelox trappole di macelleria sociale”
Nel suo comunicato, il PCL smonta punto per punto la replica del consigliere Gentile, definendola “elusiva ed apodittica”. Secondo Di Clemente, nessuno ha chiesto di tutelare i lavoratori che violano le regole, ma è legittimo domandarsi quali elementi nuovi e rilevanti giustifichino il raddoppio di dispositivi in soli 2 km di strada, rispetto al 2023.
Il problema, sottolinea il PCL, non è il principio della sicurezza stradale, ma l’uso sproporzionato e poco trasparente dello strumento autovelox, che si trasforma in una tassa occulta a danno delle fasce popolari.
“Questi limiti bassissimi, in tratti spesso vuoti o poco pericolosi, diventano una trappola – si legge nella nota – con sanzioni che colpiscono indiscriminatamente, senza tener conto delle reali condizioni di guida né della condizione economica del multato”.
Chi ci guadagna?
L’altro grande tema ignorato dal consigliere Gentile è quello economico: a chi conviene davvero moltiplicare gli autovelox? Le società private che li forniscono e gestiscono, ovviamente, e i Comuni che ne fanno cassa, come spesso viene percepito – non a torto – dai cittadini. Ma nessuna parola da Gentile su questo aspetto. Nessuna spiegazione, nessun dato.
E viene da chiedersi: se i proventi delle multe finissero al proprietario della strada – cioè all’ANAS, quindi allo Stato e se non ci fosse quindi alcun ritorno economico per i Comuni, davvero il Comune di Bojano (e tanti altri) si darebbero la stessa premura ad installare autovelox proprio su quei tratti di strada da cui poi non incasserebbero un centesimo? Oppure lascerebbero semplicemente correre, come accade spesso per altre situazioni di reale pericolo su cui invece si chiudono gli occhi?
Nel frattempo, gli investimenti reali in sicurezza stradale – rotatorie, manutenzione dei manti, illuminazione, ecc. – restano al palo, come denuncia ancora il PCL. Quello che resta è una sensazione sempre più diffusa: che questi strumenti siano usati più per fare soldi che per fare prevenzione.


