Sanità molisana, il PCL : “Mala gestio dei posti letto, serve rifondare il sistema su basi pubbliche e democratiche”
17 Agosto 2025
(PressMoliLaz.) Campobasso, 17 Ago 25 La recente denuncia di un medico del Cardarelli di Campobasso – secondo cui pazienti sarebbero rimasti bloccati al pronto soccorso nonostante la disponibilità di posti letto, a causa di ritardi nella chiusura delle cartelle cliniche – accende i riflettori su una delle criticità più gravi della sanità molisana.
Sul piano giudiziario saranno le indagini a chiarire eventuali responsabilità, ma per il partito Comunista Lavoratori Molise la vicenda rappresenta la cartina di tornasole di un sistema sanitario regionale che, dopo i tagli imposti dai governi con il “Decreto Balduzzi”, continua a scontare anche problemi di gestione locale.
Il partito denuncia come la carenza di posti letto e di personale, sia nel pubblico che nel privato, venga spesso affrontata solo grazie alla buona volontà e alla professionalità dei sanitari. È il caso recente di un paziente che, rimbalzato da una struttura all’altra, è stato salvato solo grazie all’intervento del primario del Veneziale di Isernia.
“Quello che manca – si legge nella nota – è una seria attività di prevenzione organizzativa da parte della dirigenza Asrem. Troppo spesso tutto viene lasciato all’iniziativa dei singoli, mentre sarebbe necessario liberare medici e infermieri da compiti burocratici e potenziare i servizi degli OSS, soprattutto a favore degli anziani soli e in difficoltà economica”.
Secondo i comunisti, le reazioni politiche al caso appaiono distorte: da un lato c’è chi, vicino agli interessi della sanità privata, ha enfatizzato le criticità del pubblico; dall’altro chi, per convenienza elettorale, ha minimizzato o taciuto. “È il riflesso dell’intreccio tra politica e affari che in Molise, come altrove, condiziona la gestione della sanità, il settore che assorbe la quota più consistente del bilancio regionale, finanziato con risorse tutte pubbliche ma in larga parte erogate da privati”.
Il partito ricorda inoltre altri casi di mala gestione nella sanità privata, come quello di un paziente con sintomi evidenti di ictus, rispedito a casa da una struttura specializzata con una generica prescrizione e deceduto dopo mesi di sofferenze.
“Questi episodi – conclude il Pcl – dimostrano la necessità di rifondare il sistema sanitario su nuove basi: riportare le strutture private sotto la proprietà pubblica, senza indennizzi per i grandi titolari, e affidare il controllo non alla burocrazia e alle cordate politiche, ma a un reale controllo sociale e democratico da parte della collettività locale. La salute non può essere subordinata alla logica del profitto, ma deve tornare ad essere un diritto universale, come sancito dalla riforma del 1978. Intanto chiediamo misure immediate per impedire assurdità come posti letto disponibili ma inutilizzati, e pazienti costretti a sostare per ore o giorni nei pronto soccorso”.


