Isernia-Lotto Zero, la crociata dei comunisti col pugno chiuso: sempre contro, comunque vada. Ora se la prendono pure col sindaco di Pesche
3 Settembre 2025
(PressMoliLaz.) -V.G.- Isernia, 03 Sett. 25 Mentre procedono i lavori per la realizzazione della strada denominata Lotto zero, che collegherà Campobasso e Benevento con L’Aquila, Roccaraso, Sulmona e l’Adriatico – consentendo agli autotreni, ai bilici e alle auto di evitare il centro di Isernia – e la ditta aggiudicataria porta avanti i lavori; taluni comunisti continuano a tentare di bloccare tutto, con diffide, denunce penali e simili, le quali, però, lasciano il tempo che trovano perché si risolvono tutte da sole, facendo però inevitabilmente aumentare i costi! (questi si).
Difatti, come al solito, il Partito Comunista dei Lavoratori e pochi altri di sinistra messi assieme, i cosiddetti professionisti del “no a tutto”, ieri contro l’Auditorium di Corso Risorgimento, oggi contro il Lotto Zero, tentano di distinguersi per la loro linea del “no”. Dopo essersi opposti in passato alla realizzazione dell’ Auditorium di Corso Risorgimento – oggi riconosciuto come un fiore all’occhiello della città – ora si scagliano contro il sindaco di Pesche che ha disposto la chiusura al traffico del viale dell’Università e di via Corpo di Liberazione, per consentire i lavori del “Lotto 0”, un opera viaria che consentirebbe di deviare i mezzi pesanti e traffico dal quartiere San Lazzaro e non solo, liberando i residenti da continue code e disagi.
Dicevamo che Il PCL con una nota stampa ieri diramata, ha diffidato il Comune di Pesche ad annullare l’ordinanza n.13 del 27 agosto 2025 che dispone la chiusura di viale dell’Università e via Corpo di Liberazione per consentire i lavori. Secondo loro, mancherebbero gli atti di approvazione del progetto definitivo con variante urbanistica e, in assenza di tali documenti, l’opera non avrebbe legittimità.
Nel loro comunicato parlano di “mobilitazione a fronte di un’opera inutile e dannosa”, di 180 milioni di euro sperperati, di “otto viadotti e due gallerie per soli 5 chilometri” e di pericoli per le sorgenti storiche di Isernia, senza dimenticare gli attacchi alle presunte “cricche del cemento”. Al contrario, i comunisti sostengono che le risorse dovrebbero essere destinate alla messa in sicurezza di altre frane e gallerie, al raddoppio ferroviario Campobasso–Isernia, alla Bretella di Venafro e ad altre infrastrutture considerate più utili .Ma la domanda sgorga spontanea: Siamo sicuri che, se un domani queste opere dovessero vedere la luce un domani, non sarebbero proprio loro i primi a dire ancora una volta “no” e/o comportarsi come stanno facendo oggi col lotto zero e ieri con l’auditorium?
Il fatto è che, ancora una volta, ci troviamo davanti a pseudo sostenitori del no a tutto: sempre contro le opere urbane che incidono realmente sul benessere della popolazione. Sono sempre loro ad opporsi, ovvero un manipolo di cinque/sei persone, alcuni dei quali coinvolti direttamente da interessi personali.
Parlano oggi di sprechi del lotto zero (ieri di quello dell’auditorium), ma tacciono sui 600 e passa milioni di euro bruciati nell’ultimo recente referendum nazionale, finito nel ridicolo insuccesso che tutti prevedevano.
La loro sembra una battaglia ideologica, ripetitiva, fine a sé stessa: cambiano i progetti, cambiano i tempi, ma la risposta dei comunisti del pugno chiuso (e progressisti) resta sempre e solo una – no -.



Il fanatismo reazionario da talebani di questa redazione su questo articolo contrasta con il dovere del giornalismo che è quello di informare sui fatti e studiarli come facciamo noi comunisti veri, e non di diffondere solo insulti e sciocchezze da bar dello sport. Il vero giornalista riporta i fatti e poi su quei fatti può fare le sue valutazioni di parte, ma almeno i fatti. L’intelligenza dei lettori non vi può considerare credibili. E infatti, perché censurate il nostro documento e lo sostituite con le vostre elucubrazioni fanatiche, dimostrando peraltro di non conoscere neanche il tema di questo saccheggio di denaro e di ambiente inutile e dannoso ? Perchè non dite le opere per cui ci stiamo battendo che si facciano e che ci vengono negate recuperando i 36 milioni a Km di questo folle lotto zero ? Non vi rendete conto del carattere ridicolo e grottesco di questo modo di utilizzare un mezzo di informazione ?
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – MOLISE
Risposta punto per punto ai comunisti col pugno chiuso:
1. “Fanatismo reazionario da talebani di questa redazione…”
Il fanatismo è non accettare che la stragrande maggioranza della collettività (e autorità giudiziarie), dopo anni di discussioni e verifiche, abbia espresso la volontà di realizzare il Lotto Zero. La nostra redazione riporta fedelmente atti, sentenze e posizioni ufficiali. I talebani, quelli si confermiamo, sono un manipolo di persone comuniste del no a tutto ivi comprese le opere futuristiche paventate da loro, qualora venissero progettate da un amministrazione non di loro gradimento.
2. “Il vero giornalista riporta i fatti e poi le valutazioni…”
È esattamente ciò che facciamo. I fatti sono chiari: il Consiglio di Stato, massimo organo della giustizia amministrativa, ha confermato la legittimità e la correttezza dell’opera. Da questi fatti traiamo valutazioni, come è legittimo in ogni articolo di opinione.
3. “Censurate il nostro documento…”
Nessuna censura anzi il contrario. Noi siamo gli unici a riportare le vs a dir poco insensate teorie sulla realizzazione della strada lotto zero: la vostra posizione è nota, ripetuta infinite volte e già ampiamente divulgata. Ma non potete pretendere che una redazione trasformi in verità assoluta il vostro punto di vista. La libertà di stampa non è la vostra libertà di imporre la linea ideologica.
4. “Saccheggio di denaro e di ambiente inutile e dannoso…”
Parlate di “saccheggio”, ma ignorate le analisi tecniche e le valutazioni ambientali fatte dagli organi competenti, che hanno dato parere favorevole. Inoltre, le cifre citate senza contesto sono propaganda, non informazione.
5. “Perché non dite le opere per cui ci battiamo…”
Le opere che proponete non sono alternative ma aggiuntive: non c’è alcun contrasto tra Lotto Zero e altri interventi utili sul territorio. Continuare a mettere i cittadini davanti a un aut aut è scorretto e ingannevole.
6. “36 milioni a km di questo folle lotto zero…”
La cifra è gonfiata e decontestualizzata e, se aumentata è soprattutto grazie ai vs ricorsi ripetuti nel tempo. I costi sono in linea con opere analoghe in Italia e in Europa, specie in territori complessi dal punto di vista orografico. Le infrastrutture non si valutano al chilo né al metro lineare, ma in base a benefici, sicurezza e sviluppo.
7. “Ridicolo e grottesco il vostro modo di informare…”
Ridicolo e grottesco è definire “talebani” (che noi abbiamo coniato per definire voi) i giornalisti solo perché non si piegano alla vostra propaganda ideologica. L’informazione è pluralismo, non imposizione.
8. “Opera avallata da tutte le fonti giuridiche…”
Esatto: ed è questo il punto che vi dà fastidio. Nonostante i vostri ricorsi, gli organi della giustizia amministrativa hanno sempre confermato la regolarità e la legittimità dell’opera.
9. “Fanatismo quello loro…”
Il fanatismo è vostro: dire sempre “no a tutto”, rifiutare ogni infrastruttura, criminalizzare ogni investimento, anche quando la popolazione e le istituzioni sono favorevoli.
10. Conclusione
Confermiamo parola per parola quanto scritto: i “comunisti dal pugno chiuso” restano il partito del no a tutto, incapaci di accettare la realtà e soprattutto le decisioni democratiche e giuridiche che non coincidono con la loro ideologia.
P.S. cari compagni dal pugno chiuso, invece di agitare sempre lo slogan del “no”, fatevi un giro nelle ore di punta (ma anche non) su quel tratto di strada che dalla questura di Isernia porta al bivio di Miranda e viceversa. Oppure chiedete a chi vive e risiede nel quartiere San Lazzaro cosa significhi subire ogni giorno traffico, inquinamento e disagi. Magari capirete che il Lotto Zero non è un “capriccio”, ma una necessità assoluta.
LOTTO ZERO : PERCHE’ LA REPLICA AL PCL MOLISE DEL SINDACO DI PESCHE E’ TOTALMENTE INFONDATA
– (COSI’ COME SONO DEL TUTTO PRIVE DI SENSO LE SCIOCCHEZZE DIFFUSE DALLA REDAZIONE DI PRESS LAZIO MOLISE E DETTATE SOLO DAL FANATISMO CIECO AL SERVIZIO DEI CAPITALISTI DEL CEMENTO ).
(comunicato che, salvo cortese smentita, non siamo riusciti a rintracciare in questo organo di informazione, dunque sarebbe censurato). –
Totalmente infondata la replica del Sindaco di Pesche, basata sul “supporto” di non meglio specificati tecnici e documenti, circa la richiesta del PCL MOLISE di annullare in autotutela l’Ordinanza n.13 del 27/08/2025 che consente il “lotto zero” a fronte delle contestate illegittimità.
Il sindaco asserisce che la variante urbanistica sarebbe stata validamente adottata con la delibera n.15/2011, ma non è vero!
La variante, senza la V.I.A. non può essere adottata: dunque, come faceva il Comune ad approvare la variante nel 2011 se la V.I.A. è stata approvata solo due anni dopo nel 2013?
Ma è dirimente il fatto che ai sensi dell’art.42 TUEL e art.19 DPR 327/2001 s.m.i.. per approvare la variante occorreva una prima delibera consiliare (sempre dopo la V.I.A)., il suo invio alla Regione per l’assenso/rigetto; dopo il parere favorevole espresso o tacito della Regione occorreva la seconda delibera consiliare di ratifica ed è solo questa che poteva far diventare vigente la variante (ed anche il titolo per gli espropri).
Tutti questi atti allo stato NON ESISTONO, ed erano propedeutici alla Conferenza dei servizi del 2016, come confermato dallo stesso Sindaco nella replica: infatti, ha solo “la delibera n.15/2011” che, per quanto sopra, non ha alcun effetto di variante urbanistica, che dunque NON ESISTE.
Non solo: stessa assenza di variante è eccepita per il Comune di Miranda e ancor di più per il Comune di Isernia che non l’ha mai deliberata neanche in prima fase. Manca perciò anche l’approvazione consiliare del progetto definitivo da parte dei tre Comuni, per cui non si comprende sulla base di quale titolo l’ANAS possa procedere alla esecuzione ed agli espropri.
Nessun riscontro è stato dato circa l’assenza della valutazione “alternativa zero” (il che rende nullo tutto il procedimento), e dell’analisi costi benefici, né sulla questione irrisolta della distanza di meno di 200 metri stabilita dalla legge per la tutela delle sorgenti.
Ecco perché, a fronte della richiesta di tali atti da parte del Prefetto – che onestamente ringraziamo per tale intervento – nulla è stato ad oggi esibito.
In quanto alle “sentenze favorevoli al lotto zero” fumosamente richiamate dal Sindaco: ce n’è solo una, e non riguarda nessuna delle suddette eccezioni di illegittimità rimaste quanto meno aperte, bensì solo la questione della proroga della VIA scaduta nel 2018 e perciò annullata giustamente dal TAR ma poi fatta risorgere dal CDS con una tesi singolare, già da noi contestata con argomenti (infatti abbiamo una V.I.A. di ben 12 anni fa a fronte di importanti variazioni di tutele ambientali sopravvenute nel tempo).
Il resto della replica è solo un profluvio di visioni apodittiche e surreali sulla immaginifica “utilità” del lotto zero” anche per il “traffico da Napoli e Roma” : vorremmo sapere dal sindaco di Pesche quale genio da Napoli o Roma invece di imboccare lo svincolo di Roccaravindola – Colli A Volturno (quello sì un tratto da sistemare) verrebbe sotto a Pesche per andare a Pescara e viceversa !
Insomma solo fuffa per suggestionare i disinformati.
Né ha alcuna utilità per il traffico di chi entra ed esce da Isernia Nord e San Lazzaro che, come più volte dimostrato, non c’entra nulla col lotto zero; peraltro il sindaco cita a sproposito l’MD come fonte di intasamento, che è stata voluta proprio dai fautori del folle lotto zero della destra locale.
In quanto alla C02 non si vede come potrebbe essere migliorata dalla cementificazione selvaggia di una vallata (8 viadotti, 2 gallerie e 3 svincoli tutti inutili e dannosi) e centinaia di migliaia di alberi divelti, nonché con un presunto spostamento di traffico, definito “esiguo” dalla stessa ANAS nella scheda progettuale, che infatti riguarda per lo più chi lo sparuto numero di auto che da Pesche va a Castel Di Sangro.
Tutto inutile ma al costo di 36 milioni a Km (per ora) mentre si negano le altre opere stradali realmente utili da noi indicate, i trasporti molisani sono al disastro leghista-salviniano, per non parlare della sanità.
E la magistratura borghese che fa ? Visto che in autotutela nulla viene fatto per fermare tutto questo, per salvare l’ambiente e le sorgenti, e i fondi erariali in modo da destinarli alle cose utili che ci vengono negate per la nostra terra e per l’occupazione vera?
04/09/2025 PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI – MOLISE