“Pilone rompe gli indugi: centrodestra senza coraggio sulla sfiducia a Forte?” I capigruppo all'opposizione, Esposito, Tramontano, Colagiovanni e Maroncelli tentennano

11 Settembre 2025 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.) Campobasso, 11 Sett. 25   La crisi politica a Palazzo San Giorgio entra in una fase sempre più incandescente. A lanciare l’ennesimo, pesantissimo affondo è Francesco Pilone, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Campobasso, che con una lunga nota mette in chiaro la sua posizione e richiama il centrodestra alle proprie responsabilità.

«Come ho avuto modo di dichiarare più volte – scrive Pilone – nel momento in cui un sindaco non ha più una maggioranza politica per governare, soprattutto se si tratta di un capoluogo di Regione, è giusto che sia la controparte maggioritaria, nel nostro caso la coalizione di centrodestra, ad assumersi le dovute responsabilità per ripristinare le basilari regole democratiche attraverso il ritorno alle urne per mezzo della mozione di sfiducia».

Un messaggio diretto a chi, dentro la stessa opposizione, continua a temporeggiare. Pilone ricorda che per protocollare la mozione occorrono 13 firme e per approvarla almeno 17 voti: «Il centrodestra – sottolinea – conta 15 consiglieri comunali, quindi ha già i numeri per presentarla. Se si aggiungono i 5 di Cantiere Civico, la sfiducia può essere tranquillamente approvata. Ma attenzione: la mozione deve essere presentata dal centrodestra e non da altre forze politiche, perché i numeri per farlo li abbiamo noi. Non possiamo andare a rimorchio, dobbiamo governare gli eventi assumendoci la responsabilità politica».

Il riferimento al gruppo di Pino Ruta è tutt’altro che casuale. Dopo mesi di sostegno traballante alla sindaca, Cantiere Civico ha ufficialmente lasciato la maggioranza e ha più volte dichiarato di essere pronto a recarsi dal notaio insieme all’opposizione per firmare la sfiducia. Un passaggio che rende ancora più incomprensibili i tentennamenti di alcuni consiglieri di centrodestra, in particolare di Domenico Esposito (F.I.), Alberto Tramontano (Lega) e Salvatore Colagiovanni (PpI) che secondo i rumors non avrebbero intenzione di aggregarsi.

Pilone, dal canto suo, ribadisce che non ci sono alternative credibili a un ritorno alle urne: «Non condivido affatto l’ipotesi di tirare avanti fino al 2027 per far coincidere le elezioni comunali con quelle politiche. Non possiamo restare due anni in questa confusione programmatica e strategica, con approcci diversi e visioni inconciliabili. Campobasso non può permettersi di “tirare a campare”».

Da mesi, il capogruppo di Fratelli d’Italia chiede un incontro di coalizione per decidere una linea comune, ma – accusa – «ancora non è stato fatto». E avverte: «La bozza di mozione di sfiducia l’ho predisposta già da quattro mesi, ora va presentata e firmata al più presto per evitare questa pessima farsa».

Il quadro è chiaro: i numeri, almeno “sulla carta”, ci sono. La sindaca Forte è sempre più isolata e la maggioranza appare inesistente. Ma la vera incognita resta la compattezza del centrodestra. La domanda è inevitabile: avrà il coraggio di fare il passo decisivo o continuerà a dividersi, regalando altro tempo a una sindaca che non ha più i numeri per governare?