Sanità molisana nel caos, il sindaco Castrataro lancia l’allarme: “Emodinamica a rischio, così si mette in pericolo la vita dei cittadini”
12 Settembre 2025di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia,12 sett. 25 “La salute non può essere oggetto di compromessi: è un diritto che va difeso e garantito”. Con queste parole dure e cariche di preoccupazione il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, interviene dopo le indiscrezioni sulla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera firmata dai Commissari ad acta per la Sanità.
Il punto più critico riguarda il futuro del reparto di Emodinamica dell’ospedale “F. Veneziale” di Isernia, che – secondo quanto trapelato – verrebbe mantenuto soltanto “in via sperimentale”, con una verifica fissata tra 18 mesi. Una prospettiva che, denuncia Castrataro, “significherebbe relegare un presidio salvavita in una condizione di precarietà inaccettabile, con effetti diretti sulla salute dei cittadini”.
Il primo cittadino ricorda che i verbali del Tavolo romano sul DM 70 avevano riconosciuto l’importanza strategica dell’Emodinamica di Isernia, considerata fondamentale per la rete dell’emergenza-urgenza. “Eppure – sottolinea – oggi si parla di compromessi che rischiano di smantellare un servizio indispensabile, ridotto a una soluzione ‘a scadenza’, mentre si conferma la salvaguardia di Termoli. Una scelta che mina la fiducia dei cittadini e rende ancora più difficile attrarre e trattenere personale medico nei nostri ospedali”.
Castrataro allarga poi lo sguardo all’intero Molise, ribadendo che non si tratta di “una guerra tra territori”, ma di una battaglia comune per una sanità seria, efficiente e sostenibile. E aggiunge: “La rete dell’emergenza-urgenza ha un valore salvavita e non può essere indebolita. Togliere un presidio significa aumentare i rischi per i pazienti e condannarli a tempi di intervento troppo lunghi”.
Infine, un messaggio di solidarietà alla comunità di Agnone, che rischia di perdere il proprio ospedale. “Chiudere presidi nelle aree interne – conclude – significa abbandonare interi territori e mettere a repentaglio vite umane. Al Governo, alla Regione e ai parlamentari molisani chiediamo chiarezza: i cittadini hanno diritto a sapere se davvero la strategia è quella di ridimensionare, ancora una volta, la nostra sanità”.


