Isernia, Emodinamica a rischio: le nostre domande al Governatore Roberti sull’ eventuale chiusura del reparto Il Presidente della Regione ammette le criticità del DM70 e rivela che il tavolo nazionale prevede un solo centro di emodinamica in Molise.
13 Settembre 2025di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia, 12 Sett. 25 La sanità molisana continua a vivere momenti di incertezza e forte tensione. L’allarme lanciato dal sindaco di Isernia, Piero Castrataro, sulla possibile chiusura del reparto di emodinamica dell’ospedale Veneziale ha riacceso il dibattito. Di fronte al rischio concreto per la salute dei cittadini dell’intera area pentra, abbiamo rivolto alcune domande dirette al Governatore della Regione Molise, Francesco Roberti, per comprendere le ragioni di una scelta che appare penalizzante per Isernia e il suo hinterland.
Le domande poste al Governatore Roberti
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Presidente, può darci una risposta sul perché è stato scelto di chiudere l’emodinamica a Isernia, nonostante i rischi per i cittadini dell’area pentra?
Roberti: “Il tavolo tecnico nazionale sostiene che il DM 70 non consente l’attivazione di punti di emodinamica sotto una certa soglia di popolazione. I commissari hanno chiesto una deroga, ma è una vicenda che si trascina da 16 anni di commissariamento.” -
A suo modo di vedere, c’è il rischio reale che l’emodinamica a Isernia possa essere chiusa dopo la scadenza dei 18 mesi, considerando che la popolazione difficilmente aumenterà?
Roberti: “Abbiamo già evidenziato l’impossibilità che hanno i pazienti di Isernia e provincia di raggiungere in tempi ragionevoli il Cardarelli di Campobasso. È per questo che si chiede la deroga al DM 70.” -
Quindi è stata chiesta deroga anche per Isernia? Mentre Termoli è sicura perché supera la soglia di popolazione?
Roberti: “In realtà il tavolo tecnico vorrebbe un solo punto di emodinamica in tutto il Molise. Noi continuiamo ad opporci a questa prospettiva.” -
Quindi ci si augura che la deroga venga accettata, altrimenti per tutta la Regione sarebbe davvero una tragedia…
Roberti: “Il DM 70, per una regione piccola come il Molise, andrebbe rivisto e modificato.”
Osservazione finale: chi difende davvero il territorio?
Il nodo resta politico e istituzionale. Non basta chiedere deroghe, bisogna anche fare pressione nelle sedi giuste. Per questo abbiamo rivolto le stesse domande anche alla deputata isernina di Fratelli d’Italia, Elisabetta Lancellotta, che da tre anni siede in Parlamento, ma sebbene interpellata, non ha ritenuto rispondere o intervenire pubblicamente sulla questione. Un silenzio che pesa.
Come osservato nel nostro scambio con il Governatore, occorre che tutti i parlamentari che rappresentano i molisani – a partire dall’ isernina Lancellotta, a Lotito, passando per Cesa e Della Porta – smettano di tacere e inizino a “sbattere davvero i pugni” (alla vecchia maniera dei veri e bravi politici molisani di una volta) per difendere i servizi essenziali nei territori interni.
Perché è importante l’emodinamica a Isernia
Il reparto garantisce interventi salvavita per infarti e patologie coronariche. Se venisse chiuso, i pazienti dell’intera provincia (e parte dell’Alto Molise) sarebbero costretti a tempi di trasferimento critici verso Campobasso o Termoli. Un rischio che in medicina d’urgenza può costare morte e dolori.
Conclusione
La Regione continua a chiedere deroghe, ma il tempo stringe. Servono risposte certe, atti concreti e un fronte istituzionale unito. In gioco non ci sono solo numeri, ma la salute e la sicurezza di migliaia di cittadini. E Isernia, oggi, ha diritto a essere ascoltata e difesa.



