I cittadini si mobilitano contro la riconversione dell’ospedale Caracciolo

20 Settembre 2025 0 Di

(PressMoliLaz) Agnone (IS), 20 Set 25 Cresce la mobilitazione in Alto Molise dopo la presentazione della bozza del nuovo Piano Operativo Sanitario 2025-2027, predisposto dal Commissario ad Acta, dal Sub Commissario e dal Direttore generale della Salute e già trasmesso al Ministero della Salute. Nel documento è prevista la riconversione dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone da presidio di area disagiata a Ospedale di Comunità.

La decisione ha suscitato forte preoccupazione tra cittadini e amministratori locali, che denunciano un progressivo depotenziamento della struttura sanitaria negli ultimi anni, attribuito anche alla carenza di personale medico. Secondo i comitati, il riconoscimento come ospedale di area disagiata avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per avviare una rete di collaborazione interregionale, capace di garantire servizi sanitari a un territorio caratterizzato da difficoltà logistiche e distanza dai principali centri ospedalieri.

La difesa del Caracciolo non è una questione nuova. Nel corso degli anni si sono susseguite diverse iniziative e manifestazioni: dalla “Vertenza per non morire” del 1993, al progetto “Almosava” del 2012, fino all’iniziativa “Il cittadino c’è” del 2016. Tutte hanno avuto come obiettivo il mantenimento e il potenziamento dei servizi ospedalieri ad Agnone.

Per discutere la situazione e valutare ulteriori azioni di protesta, è stato convocato un incontro pubblico ad Agnone, il 27 settembre alle ore 11.00 in Piazza Unità d’Italia. In quell’occasione i cittadini, le associazioni e i sindaci dei comuni interessati potranno confrontarsi e stabilire una data per una manifestazione presso il Consiglio regionale a Campobasso.

Parallelamente, i promotori invitano i sindaci a convocare in via straordinaria i Consigli comunali per approvare delibere contrarie alla riconversione dell’ospedale e per sollecitare il mantenimento del presidio come ospedale di area particolarmente disagiata. Tali deliberazioni saranno poi inviate agli organi istituzionali competenti, tra cui il Tavolo tecnico, i Ministeri dell’Economia e della Salute, la Struttura commissariale e la Regione Molise.

Al centro della mobilitazione resta la richiesta di una ristrutturazione e valorizzazione del Caracciolo, affinché possa continuare a garantire assistenza sanitaria a un’area montana che, senza il presidio, rischia di vedere ulteriormente ridotte le proprie possibilità di accesso alle cure.