Artisti di strada dal Molise a Roma tre volte a settimana: “senza contratto non troviamo casa”
21 Settembre 2025
(PressMoliLaz) 21 Set 25 Sveglia all’alba e sei ore di viaggio tre volte a settimana per lavorare nella Capitale, la famiglia di cantanti lirici che incanta piazza del Popolo si racconta: “Guadagniamo abbastanza per permetterci il viaggio ma non troviamo casa a Roma”
C’è una famiglia di cantanti lirici che ogni lunedì, mercoledì e venerdì prende il treno all’alba da un piccolo borgo molisano per venire a lavorare a Roma.
Si chiamano Ana Maria, Pierino e Cesar e sono rispettivamente tenore, soprano e baritono. Sono fuggiti dal Venezuela per costruire un futuro migliore ai loro figli. Adesso fanno gli artisti di strada.
Tre pomeriggi a settimana incantano piazza del Popolo con la loro voce. Turisti e passanti apprezzano. E con il gruzzoletto che raccolgono riescono a mantenere una famiglia di 5 persone.
Vorrebbero trasferirsi nella Capitale ma non avere un contratto regolare li penalizza: “Anche se lavoriamo bene, le agenzie chiedono il contratto – spiega Ana Maria – chiedono le garanzie, è difficile per noi”.
Pierino ha difficoltà a deambulare e le sei ore di bus e treni pesano: “Se non proprio a Roma vorremmo vivere più vicino – dicono – siamo nelle mani di Dio, nel momento giusto troveremo un affitto”.
Una storia che è innanzitutto una storia d’amore e fede, perseveranza e passione. “Ci siamo conosciuti cantando in Chiesa – racconta Ana Maria – tra una prova e l’altra, ci siamo innamorati”.
Laureata in giurisprudenza Ana ha deciso di mollare la carriera di avvocato per dedicarsi alla musica: “Abbiamo lavorato per trent’anni insieme in teatro – spiega Pierino – io ero il direttore dell’orchestra sinfonica di Maracaibo ma la situazione politica era diventata insostenibile, quindi poi abbiamo deciso di andar via”.
Prima qualche anno in Colombia, grazie a un amico musicista, poi, spinti dalle origini italiane del papà di Pierino, la coppia decide di trasferirsi a Bojano. “Ci avevano invitato a un matrimonio in Molise per cantare – spiega Ana Maria – abbiamo deciso di restare. Siamo qui dal 2022. Quest’anno a novembre saranno tre anni in Italia”.
Dopo le prime difficoltà nel trovare un lavoro nel mondo della musica, decidono di frequentare la Capitale: “A Bojano non c’è un teatro dell’Opera – spiegano – abbiamo preso le licenze per lavorare a Roma come artisti di strada”.
Sveglia all’alba, tre volte a settimana, e 6 ore di treni e bus per raggiungere piazza del Popolo. Riscaldamento di voce, acqua sempre a portata di mano, crema solare e prima di iniziare il segno della croce.
Tornare a lavorare in un teatro? “Sarebbe un sogno – spiega Pierino – ma ormai non siamo più giovani, io sono disabile, non conosciamo nessuno, è difficile”. Prima di salutarci, Ana Maria ci tiene a sottolineare: “Il mio sogno è cantare a San Pietro”.


