Il viaggio interrotto di Michele Zappone, dal cuore del Molise alle acque gelide dell’Atlantico
21 Settembre 2025
(PressMoliLaz) 21 Set 25 Era partito da Cercemaggiore, piccolo borgo del Molise, con il cuore pieno di speranza e il coraggio di chi lascia tutto per costruirsi una nuova vita. Michele Zappone, come tanti altri conterranei, aveva deciso di affrontare la grande avventura dell’emigrazione verso l’America. La sua destinazione era New York, la città simbolo del “sogno americano”.
Per arrivarci si era imbarcato sul transatlantico più famoso della storia: il Titanic, salpato da Southampton l’11 aprile 1912, con scali a Cherbourg e Queenstown, diretto a New York. Una nave considerata inaffondabile, un gigante del mare che portava con sé ricchi viaggiatori, ma anche centinaia di emigranti italiani che speravano in una nuova vita.
Michele era tra questi ultimi: un biglietto di terza classe, poche valigie e tanti sogni. Ma nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 il destino cambiò tutto. L’impatto con un iceberg al largo delle coste di Terranova trasformò quel viaggio in una tragedia. Il Titanic affondò in meno di tre ore, portando con sé oltre 1.500 vite.
Tra quelle vite c’era anche quella di Michele Zappone, giovane di Cercemaggiore. La sua scomparsa colpì profondamente il paese, che vide spegnersi così la speranza di un futuro diverso per uno dei suoi figli.
La storia di Michele rappresenta non solo una pagina dolorosa della memoria locale, ma anche un pezzo della grande epopea dell’emigrazione italiana. Molti molisani, come lui, partirono verso l’America all’inizio del Novecento: cercavano lavoro, dignità, una possibilità per le proprie famiglie. Alcuni ce la fecero, altri non tornarono mai.
A distanza di oltre un secolo, il nome di Michele Zappone resta legato a quella tragedia che ha segnato il Novecento e che continua a suscitare emozione in tutto il mondo. A Cercemaggiore, il suo ricordo è quello di un giovane coraggioso che, inseguendo un sogno, trovò la morte nelle gelide acque dell’Atlantico.


