Approda in Consiglio comunale ad Agnone la proposta di delibera contro il declassamento dell’ospedale Caracciolo
26 Settembre 2025
(PressMoliLaz) Agnone (IS), 26 Set 25 Oggi, venerdì 26 settembre, alle ore 18, a palazzo San Francesco, il Consiglio comunale di Agnone tornerà a discutere del futuro dell’ospedale “Caracciolo”. All’ordine del giorno la proposta di deliberazione per il riconoscimento del presidio come struttura di area particolarmente disagiata e per esprimere netta contrarietà al suo eventuale declassamento a presidio territoriale a gestione infermieristica.
La decisione di riportare il tema in Consiglio nasce dalle notizie circolate nelle ultime settimane sulle ipotesi di ridimensionamento emerse al tavolo ministeriale di Roma. «La nostra amministrazione è compatta e in prima linea: continueremo a difendere il nostro ospedale con le unghie e con i denti – ha dichiarato il sindaco Daniele Saia – La discussione in Consiglio rappresenta soltanto il primo passo di una mobilitazione che non intendiamo fermare. Ho già annunciato la mia disponibilità a ricorrere anche a forme di opposizione eclatanti, come lo sciopero della fame, se i tagli dovessero essere confermati».
Alla voce delle istituzioni locali si affianca quella dei cittadini, che nelle stesse ore denunciano un progetto di “sistematico depauperamento” del territorio. Dopo l’accorpamento degli Ambiti Sociali (ATS) e la chiusura del GAL, la bozza del nuovo Piano Operativo Sanitario 2025-2027 predisposta dal Commissario ad acta prevede infatti la riconversione del Caracciolo in Ospedale di Comunità, dopo anni di progressivo smantellamento. «Non c’è più tempo – si legge nell’appello – il mantenimento del riconoscimento di ospedale di area disagiata è vitale per garantire il diritto alla salute».
I comitati ricordano le storiche mobilitazioni degli anni passati – dalla “Vertenza per non morire” del 1993, al progetto Almosava del 2012, fino all’iniziativa “Il cittadino c’è” del 2016 – e annunciano un nuovo incontro pubblico domani, sabato 27 settembre, alle ore 11 in piazza Unità d’Italia, durante il quale sarà decisa una manifestazione di protesta a Campobasso davanti al Consiglio regionale.
Comune e cittadini, dunque, marciano insieme: l’obiettivo condiviso è impedire la chiusura dell’ospedale e rilanciare invece un presidio che, per la sua posizione geografica e per le difficoltà di collegamento dell’Alto Molise, resta un presidio vitale per la salute di migliaia di persone.


