Minoranza di destra al comune di Isernia e caratteri nazifascisti del sionismo Comunicato del PCL Molise a cui fa seguito nostro commento redazionale.

2 Ottobre 2025 0 Di

(PressMoliLaz.) Isernia, 02 Ott. 25   La minoranza di destra del Comune di Isernia nella scorsa seduta ha abbandonato l’aula per non votare l’impegno a conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese; uno di loro sui social ha anche insultato i manifestanti pro gaza contro il genocidio sotto il palazzo regionale a Campobasso.

Solo due di essi sono rimasti in aula, ma solo per dire che “pur condividendo la mozione” non la votavano adducendo irregolarità procedurali (peraltro infondate giuridicamente, ancorché legittime politicamente): un pretesto, da un lato per salvare la faccia a differenza degli altri, dall’altro per smarcarsi dalla mozione il cui voto a favore li poneva in contraddizione col loro governo post missino filosionista.

Alcuni ci hanno rilevato di trovare “strano” che i nipoti dei reduci di Salò al governo e suoi epigoni locali sostengano il sionismo, visto che la loro provenienza storica è quella del regime che varò le leggi razziste proprio contro gli ebrei (e non solo) e che soprattutto il governo fantoccio e la bande fasciste della RSI fornirono un supporto essenziale per far deportare e sterminare migliaia di italiani innocenti (inclusi bambini e donne) in quanto di origine ebrea.

Ma in realtà in questo loro sostegno ai crimini del sionismo sono coerenti con la loro storia passata: prima perseguitavano “gli ebrei” in quanto “razza inferiore e sottomessa” oggi sostengono i sionisti in quanto espressione di dominio verso il popolo palestinese anch’esso considerato “inferiore e sottomesso”.

A riprova, per converso, che l’identificazione ebreo e sionista è sbagliata alla base: l’ebreo non si identifica per forza col sionista così come l’italiano durante il ventennio non si identificava per forza col crimine fascista. Ecco perché sono sorti il movimento ebraico antisionista e il movimento italiano antifascista.

Ed ecco perché sionismo e nazifascismo hanno molti caratteri essenziali comuni. Vediamoli.

  • La natura genocidaria del sionismo sino al progetto di soluzione finale lanciato in questi ultimi giorni contro i palestinesi, con: la continuazione dello sterminio di massa, iniziato dal ’48 ed anche da prima, della popolazione palestinese, imprigionata in un grande campo di concentramento tra filo spinato e muri; la riduzione alla fame e l’uso degli “aiuti umanitari” come esca per sparare sugli affamati ( bambini e donne incluse), distruggendo ospedali, ambulanze e abitazioni, uccidendo medici e giornalisti.

  • Le idiozie suprematiste: sionisti e nazifascisti si considerano ancora oggi “una razza esclusiva e superiore”.

  • La “conquista dello spazio vitale” di Hitler è lo stesso della “grande Israele” in questi giorni rilanciata dello stato sionista.

  • La repressione e la criminalizzazione, la delegittimazione di chi denuncia il genocidio ed i crimini sionisti.

  • Una propaganda falsa, tanto demenziale quanto criminale, con cui si cerca di diffondere la disumanizzazione dei palestinesi, così come era ed è quella nazifascista contro le “razze inferiori” , affinché la loro eliminazione non solo divenga “tollerata” o oggetto di “indifferenza”, ma addirittura divenga desiderabile.

Ci sarebbe altro, ma tanto già basta per poter constatare che il sionismo è oggi il principale nemico dell’umanità, l’odierno male assoluto, come lo fu il nazifascismo nella prima metà del novecento.

Ieri distruggere lo stato nazifascista fu essenziale per l’umanità: così oggi lo è la distruzione rivoluzionaria dello stato criminale sionista, per un unico stato dove ebrei e palestinesi possano vivere insieme, in pace e nell’uguaglianza, dal fiume al mare, in una Palestina libera, laica e socialista.

Commento redazionale

Se da un lato il comunicato del PCL mette in evidenza le accuse contro sionismo e nazifascismo, dall’altro va ricordato che la scelta della minoranza di centrodestra al Comune di Isernia di non conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese ha delle motivazioni politiche precise.
Per molti di loro, la figura della relatrice ONU è considerata divisiva: accuse di posizionamenti sbilanciati, critiche al suo linguaggio ritenuto poco diplomatico e la volontà di non dare un riconoscimento istituzionale che potrebbe essere interpretato come un atto di ostilità verso Israele e, quindi, come un elemento di frizione internazionale. In questo senso, le ragioni del centrodestra non sono prive di fondamento politico e vanno comprese anche al di là del giudizio di merito.

Infine, al binomio “nazifascismo e sionismo” evocato dal PCL, occorre aggiungere un terzo polo di violenza ideologica: il comunismo estremo.
Dalla rivoluzione bolscevica al regime di Stalin con le purghe, i gulag e la carestia indotta in Ucraina (Holodomor), passando per la Cina di Mao con il “Grande balzo in avanti” e la Rivoluzione culturale, fino alla Cambogia dei Khmer Rossi di Pol Pot con due milioni di morti, il comunismo totalitario ha mietuto vittime in ogni continente.
Ancora oggi in regimi come la Corea del Nord o in sistemi autoritari che si richiamano a quell’ideologia, si continuano a registrare persecuzioni, campi di prigionia e omicidi politici.

Così come il nazifascismo e lo sionismo radicale, anche il comunismo con il pugno alzato ha lasciato dietro di sé una scia di sangue e repressione: milioni di vittime innocenti, eliminate in nome di un’ideologia assoluta che annulla la libertà individuale.

Il bilancio complessivo del comunismo estremo nel XX secolo viene conclamato da diversi storici tra 100 e 120 milioni di vittime.