Cittadinanza alla Albanese, mozione di fuoco a Isernia. Castrataro nel silenzio: l’opposizione chiede lo stop immediato La mozione approderà stasera in consiglio comunale
13 Ottobre 2025di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia, 13 Ott. 25 Concessione onorificenza al Francesca Albanese: Non si placa la bufera a Palazzo San Francesco.
L’amministrazione guidata dal sindaco Piero Castrataro finisce ancora una volta nel mirino dell’opposizione, questa volta per la proposta di concedere la cittadinanza onoraria alla Dott.ssa Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati.
Una scelta che sta spaccando non solo il Consiglio comunale, ma anche l’opinione pubblica, e che, secondo i banchi dell’opposizione, rappresenta un autogol politico e istituzionale senza precedenti.
A firmare la mozione impeditiva sono il vicepresidente del Consiglio comunale, Giovancarmine Mancini, e il consigliere Eugenio Kniahyniky, entrambi in minoranza, che chiedono la revoca immediata dell’intero iter.
Nel documento depositato a Palazzo San Francesco, i due rappresentanti dell’opposizione puntano il dito contro un’iniziativa che, a loro dire, “espone la città di Isernia al ridicolo e a una pericolosa strumentalizzazione politica”.
La Giunta Castrataro, scrivono, “ha confuso l’istituzione con l’attivismo ideologico”.
“Figura controversa e tutt’altro che super partes”
Mancini e Kniahyniky sottolineano come la figura della Dott.ssa Albanese sia oggetto di contestazioni internazionali di rilievo, con prese di posizione che, secondo loro, “mettono in dubbio la sua imparzialità e la neutralità del suo incarico ONU”.
Nel mirino anche i presunti conflitti di interesse legati al marito della relatrice, Massimiliano Calì, già consigliere economico del Ministero dell’Economia dell’Autorità Palestinese: un dettaglio che, secondo i firmatari, “rende vulnerabile la sua indipendenza di giudizio”.
La mozione punta inoltre il dito contro il rischio di strumentalizzazione politica locale, parlando di una manovra “più utile a dare visibilità a chi la propone che a onorare una figura davvero condivisa”.
“Decisione deleteria per il prestigio della città”
Nel passaggio conclusivo della mozione, Mancini e Kniahynisky affondano il colpo: “Qualsiasi decisione che possa essere letta come un avallo alle posizioni controverse della Dott.ssa Albanese, inclusi i presunti conflitti di interesse e la sua contestata indipendenza di giudizio, è deleteria per il prestigio della città”.
E, nero su bianco, formulano tre richieste precise al sindaco e al Consiglio comunale:
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Interrompere immediatamente e revocare formalmente l’iter deliberativo o l’intenzione di concedere la cittadinanza onoraria alla Dott.ssa Francesca Albanese;
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Evitare ogni atto che possa essere interpretato come un sostegno, anche indiretto, a figure la cui indipendenza di giudizio è messa in discussione da vincoli economici o familiari con governi o entità politiche parte in causa nei conflitti internazionali;
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Preservare l’onore della Cittadinanza Onoraria, riservandola a personalità universalmente riconosciute per imparzialità, integrità morale e promozione dei valori di pace, trasparenza e dialogo.
Le polemiche sulla Albanese si moltiplicano
Come redazione, ricordiamo che negli ultimi giorni la figura della Dott.ssa Albanese è finita al centro di ulteriori controversie a livello nazionale.
Dopo la proposta, poi sospesa, del Consiglio comunale di Firenze (a trazione PD) di conferirle la stessa onorificenza, ora emergono anche dubbi sul suo curriculum professionale: in particolare, la presunta qualifica di “avvocato”, che non risulterebbe effettiva.
Secondo quanto indicato nei documenti pubblici, la Albanese è laureata in giurisprudenza, ma non risulterebbe iscritta all’albo degli avvocati, nonostante in alcune biografie appaia diversamente.
Palazzo San Francesco in tilt. Castrataro tace
Abbiamo chiesto al sindaco Piero Castrataro un commento sulla mozione presentata dall’opposizione e una posizione ufficiale sulla vicenda, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Un silenzio che pesa, e che rischia di essere interpretato come l’ennesima fuga in avanti senza rete di un’amministrazione in affanno tra scelte divisive e malcontento crescente.
“Isernia merita serietà, non bandierine ideologiche”
La conclusione della mozione è netta: “Il Comune deve tutelare la propria immagine istituzionale, scrivono Mancini e Kniahyniky, evitando di concedere onorificenze a figure al centro di dispute internazionali che ne minano la neutralità”.
Nel frattempo, l’immagine di Isernia rischia di essere trascinata in una polemica che non le appartiene, mentre l’amministrazione Castrataro appare ancora una volta scollegata dai problemi reali della città.
Tra proclami, conferenze e scivoloni politici, resta una domanda: davvero questa era la priorità per Isernia?

