I buoni postali ancora in Cassazione
17 Ottobre 2025
(PressMoliLaz) 17 Ott 25 Non si arresta la lunga vicenda giudiziaria dei buoni fruttiferi postali, tornata ancora una volta all’esame della Corte di Cassazione. Migliaia di risparmiatori in tutta Italia continuano a contestare gli importi liquidati da Poste Italiane al momento del rimborso, ritenendo di aver diritto a somme più elevate rispetto a quelle effettivamente corrisposte.
Il nodo centrale resta quello delle discrepanze tra quanto riportato sui buoni e le successive modifiche normative o regolamentari introdotte nel corso degli anni. Molti titoli, emessi tra gli anni ’80 e ’90, indicavano sul retro tassi d’interesse più vantaggiosi rispetto a quelli poi applicati. Una differenza che ha dato origine a un contenzioso diffuso, con esiti spesso contrastanti nei diversi gradi di giudizio.
Negli ultimi mesi, la Cassazione ha confermato in più occasioni un principio già espresso in precedenza: le condizioni stampate sui buoni prevalgono, a meno che non sia dimostrato che il risparmiatore fosse stato informato delle variazioni intervenute. Tuttavia, la complessità delle singole serie di titoli e la molteplicità delle situazioni concrete rendono ogni caso diverso dall’altro.
Le associazioni dei consumatori, che da anni seguono la vicenda, parlano di “una battaglia di civiltà per la tutela del risparmio” e invitano i cittadini a non rinunciare ai propri diritti, conservando tutta la documentazione utile e richiedendo, se necessario, una consulenza legale.
Nel frattempo, Poste Italiane ribadisce di aver sempre operato nel rispetto delle normative vigenti e delle istruzioni ministeriali, ma la questione resta aperta. E mentre i giudici della Suprema Corte tornano a esaminare nuovi ricorsi, la storia dei buoni postali continua a rappresentare uno dei casi più emblematici di contenzioso tra cittadini e istituzioni finanziarie pubbliche in Italia.


