Nuove tutele in Molise: dal Garante per gli anziani al riconoscimento del caregiver familiare
12 Novembre 2025
(PressMoliLaz) Campobasso, 12 Nov 25 Presieduto dal Presidente Quintino Pallante si è riunito il Consiglio regionale del Molise -seduta n. 24 del 2025- che ha approvato tre leggi che incidono nel settore del sociale e in particolare mirano a sostenere e supportare gli anziani e le persone fragili.
ISTITUZIONE DEL GARANTE REGIONALE PER I DIRITTI DELLE PERSONE ANZIANE
Proposta di legge regionale n. 62, d’iniziativa dei Consiglieri Pallante, Cofelice e Passarelli, concernente: “Istituzione del Garante regionale per i diritti delle persone anziane”, approvata dall’Assise con 4 astensioni.
Ha illustrato all’Aula l’iniziativa legislativa il Relatore, Consigliere D’Egidio, sono seguiti gli interventi per dichiarazione di voto dei Consiglieri Greco e Salvatore.
L’articolato prevede l’istituzione del “Garante regionale per i diritti delle persone anziane” al quale è affidato il compito di svolgere la propria attività -a titolo gratuito- a favore delle presone di età uguale o superiore ai sessantacinque anni residenti nel territorio regionale. Il Garante opera nell’esercizio delle proprie funzioni di supporto alle istituzioni e svolge la propria attività nel rispetto del principio di uguaglianza, con imparzialità, autonomia e indipendenza di giudizio e di valutazione.
Nello specifico il Garante opera per:
a) promuovere l’attuazione del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione, degli articoli 21 e 25 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nonché dei trattati e delle convenzioni internazionali in materia di promozione e di tutela dei diritti delle persone anziane;
b) promuovere e monitorare la diffusione e l’effettiva applicazione dei diritti delle persone anziane, relativamente: alla parità di accesso ai servizi di assistenza e a forme di sostegno; alla libertà di scelta e autonomia decisionale; all’assenza di abusi e maltrattamenti; ai diritti costituzionali e libertà fondamentali, con particolare riferimento al diritto alla vita, al diritto alla salute, al diritto alla riservatezza e al diritto allo svolgimento della propria personalità nel contesto sociale e nella vita familiare; alla partecipazione ed inclusione sociale; alle forme di tutela, anche di tipo risarcitorio;
c) promuovere forme di collaborazione e di consultazione con tutte le organizzazioni, le istituzioni, le realtà economiche e gli enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS);
d) promuovere iniziative a favore della piena tutela dei diritti delle persone anziane, con particolare riferimento all’applicazione dei diritti di cui alla lettera b), nonché a sostegno delle forme di partecipazione degli anziani alla vita delle comunità locali;
e) promuovere presso gli organi competenti l’adozione di politiche di invecchiamento attivo, anche attraverso la valorizzazione di approcci positivi per i lavoratori anziani nella trasmissione di saperi verso le nuove generazioni, riconoscendone il valore di patrimonio per la società, di memoria culturale e di risorsa umana attiva;
f) promuovere, a livello regionale, iniziative di sensibilizzazione e di diffusione della e della cultura dei diritti delle persone anziane, iniziative di diffusione delle misure regionali in materia di invecchiamento attivo e collabora con le istituzioni e gli enti competenti a vigilare sull’attività delle strutture sanitarie e delle unità di offerta sociali e sociosanitarie pubbliche e private accreditate;
g) segnalare agli organi competenti eventuali fattori di rischio o di danno per gli anziani dei quali viene a conoscenza, anche su indicazione dei soggetti interessati o di associazioni o di organizzazioni non governative che svolgono una attività inerente a quanto segnalato;
h) inviare ai soggetti titolari dell’iniziativa legislativa a livello statale o regionale proposte finalizzate a incrementare il benessere degli anziani, nonché a riconoscere il ruolo e i compiti delle organizzazioni di volontariato che svolgono attività in favore degli anziani anche al fine di valorizzare il principio di sussidiarietà orizzontale;
i) promuovere d’intesa con il Consiglio regionale e con la Giunta regionale eventi formativi e di aggiornamento rivolti ai soggetti che operano a favore delle persone anziane, nonché la diffusione di buone pratiche amministrative e lo scambio di esperienze in materia.
Il Garante, che è nominato ad inizio legislatura dal Consiglio regionale, è chiamato anche a promuove idonee forme di collaborazione con i garanti regionali delle altre Regioni, ove istituiti, nonché con gli enti preposti alla tutela dei diritti delle persone anziane е partecipa alle relative iniziative.
PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELL’INVECCHIAMENTO ATTIVO E DELLA BUONA SALUTE
Proposta di legge regionale n. 71 d’iniziativa dei Consiglieri Passarelli e D’Egidio, concernente, “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della buona salute” approvata dall’Assemblea con 5 astensioni.
Ha illustrato all’Aula la pdl la Consigliera relatrice Passarelli, è seguito l’intervento per dichiarazione di voto del Consigliere Greco.
L’articolato prevede che la Regione Molise riconosca e valorizzi il ruolo delle persone anziane, al fine di promuovere la solidarietà, la cooperazione tra le generazioni, la partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale. Previsto, ancora, che la Regione: favorisca la costruzione di percorsi per l’autonomia e il benessere psicofisico, economico e sociale, nell’ambito dei contesti di vita degli anziani; valorizzi le esperienze formative, cognitive e professionali conseguite e accumulate dalle persone anziane nel corso della vita, nonché il loro patrimonio di relazioni personali, di esperienze e conoscenze.
Per il perseguimento delle finalità enunciate la Regione -operando in collaborazione con i Comuni, l’Asrem, gli ATS, i centri e le strutture residenziali, le istituzioni scolastiche e universitarie, le organizzazioni sociali e le associazioni di tutela dei diritti dei cittadini, gli enti del Terzo settore- viene chiamata a programmare, in favore delle persone anziane, di interventi coordinati e integrati nel campo della prevenzione, della cura e della tutela della salute, della promozione sociale, del lavoro, della formazione permanente, della cultura e del turismo sociale, dello sport e del tempo libero, dell’impegno civile e del volontariato, nonché delle politiche abitative e ambientali.
RICONOSCIMENTO DEL CAREGIVER FAMILARE
Proposta di legge regionale n. 74, di iniziativa della Consigliera Passarelli, concernente: “Disposizioni legislative per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare”, approvata dal Consiglio con 5 astensioni.
Ha illustrato all’Aula la pdl il Consigliere relatore D’Egidio; sono seguiti gli interventi per esprimere le rispettive posizioni dei Consiglieri Salvatore, Greco, Passarelli, Facciolla e dell’Assessore Cefaratti.
Il testo approvato prevede che la Regione Molise consideri la cura familiare e la solidarietà come beni sociali in un’ottica di responsabilizzazione diffusa e di sviluppo di comunità Pertanto lo stesso Ente territoriale riconosce, tutela e sostiene il valore sociale ed economico dell’attività del caregiver familiare quale componente della rete di assistenza alla persona e del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali regionali e ne favorisce la partecipazione alla programmazione sociale.
Il caregiver familiare viene, dunque, riconosciuto come persona autonoma, titolare di diritti individuali propri, diversi da quelli della persona che necessita di cura e assistenza di cui si occupa e destina, allo stesso, risorse aggiuntive rispetto a quelle previste per il sostegno alle persone con disabilità.
La nuova norma definisce caregiver familiare la persona chiamata -a titolo gratuito- ad assistere e a prendersi cura in modo continuativo del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado. Tale attività è svolta nell’ambito del Piano assistenziale individuale (PAI).
Il caregiver familiare può chiedere il riconoscimento del proprio status ai competenti Ambiti Territoriali Sociali (ATS), che provvedono entro novanta giorni dalla richiesta mediante l’adozione di un’apposita scheda nell’ambito del Piano assistenziale individuale (PAI).
I servizi sociali dei comuni, singoli o associati, quindi, riconoscono il caregiver familiare quale elemento integrante della rete del welfare locale, assicurando il sostegno e l’affiancamento necessari a sostenere la qualità dell’attività di cura e assistenza.
L’articolato, poi, prevede che, al fine di favorire la permanenza a domicilio, il caregiver familiare svolga il ruolo di facilitatore attraverso il coinvolgimento attivo, da parte dei servizi sociali, nel percorso di valutazione, definizione e realizzazione del PAI e assume gli impegni concordati con la persona assistita, ove possibile, modificabili in base a esigenze sopravvenute con le modalità ordinarie di revisione del PAI.
Infine, la Regine Molise, fermo restando gli interventi finanziati da specifiche leggi, è chiamata a:
a) attività formative per il corretto svolgimento della funzione di cura ed assistenza mediante corsi gratuiti tenuti da personale in possesso di specifiche competenze in ambito sanitario, sociosanitario e socioassistenziale;
b) supporto psicologico per il conseguimento e il mantenimento del benessere e dell’equilibrio personale e familiare, nonché per prevenire l’isolamento e i fattori di rischio di stress psico-fisico
legati all’attività sociale prestata;
c) l’attivazione di forme di facilitazione nel disbrigo di pratiche amministrative svolte nell’interesse dell’assistito o del caregiver familiare a cui è stata rilasciata la scheda di riconoscimento dello status.


