Malasanità, Castrataro e Saia: “È il momento di cambiare rotta. Isernia e Agnone non si toccano” All'incontro importante di stamane assenti ingiustificati il governatore Roberti, l'Assessore alla Sanità Iorio e la deputata isernina Lancellotta

15 Novembre 2025 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.)  Isernia, 15 Nov. 25   Si è tenuto stamane nella sala consiliare della Provincia di Isernia, un incontro sul futuro della sanità pubblica molisana, con particolare attenzione agli ospedali di Isernia e Agnone, alla luce del nuovo Programma Operativo Straordinario (POS) 2025-2027. L’iniziativa, promossa dal presidente della Provincia e sindaco di Agnone, Daniele Saia, ha visto l’invito esteso a tutti i sindaci del territorio, al governatore della Regione Molise, ai consiglieri e assessori regionali e ai parlamentari locali.

Le preoccupazioni di Daniele Saia
Il presidente Saia ha definito il quadro sanitario “particolarmente preoccupante”. Nel corso dell’incontro ha spiegato che il POS 2025-2027, così come delineato dai commissari, prevede:

  • la riconversione dell’ospedale di Agnone a ospedale di comunità, nonostante si trovi in un’area già svantaggiata;

  • possibili ridimensionamenti di diversi servizi nell’ospedale di Isernia.

Saia ha sottolineato come il progressivo indebolimento della sanità nei territori interni rischi di accelerare spopolamento e perdita di servizi. “I servizi vanno potenziati, non ridotti”, ha ribadito, auspicando un’inversione della curva demografica e la tutela della dignità dei cittadini.

Saia ha poi riferito di aver già confrontato la questione con il governatore Roberti e con i commissari: secondo i commissari, il POS resta immutato, mentre il governatore avrebbe una posizione più cauta rispetto ai tagli previsti. Martedì prossimo, a Campobasso, si terrà la Conferenza dei Sindaci, considerata un passaggio fondamentale per definire eventuali azioni politiche e istituzionali.

Il sindaco di Isernia: “Non possiamo perdere servizi essenziali”
Il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, ha espresso un duro allarme sulle prospettive della sanità locale, contestando i dati utilizzati nel POS per giustificare la marginalizzazione del laboratorio di emodinamica rispetto a Termoli.

Secondo Castrataro, giustamente (ndr),  una provincia con oltre 80.000 abitanti non può rinunciare a servizi essenziali come il punto nascita e il laboratorio di emodinamica, definito “salva-vite” per cittadini non solo di Isernia ma anche di alcune aree dell’Abruzzo e del casertano. Il sindaco ha inoltre denunciato la mancanza di trasparenza dell’Azienda sanitaria sui dati trasmessi a Roma   auspicando fortemente la fine del commissariamento, in quanto necessaria per garantire ordine e responsabilità nel sistema sanitario regionale.

Tra i presenti anche Emilio Izzo, storico attivista e responsabile del comitato cittadino per la difesa della sanità pubblica, e (l’unico) consigliere regionale presente, Greco, a testimonianza della crescente preoccupazione dei cittadini.

Partecipazione deludente e assenze eccellenti
La riunione, pensata come momento di unità e di indirizzo politico, ha registrato però una partecipazione deludente: non molti sindaci presenti, assenza totale del governatore Roberti, mancata partecipazione dell’assessore alla Sanità Iorio e dell’assessore alto molisano Di Lucente, e la mancata presenza di tutti i parlamentari molisani, inclusa la deputata isernina Lancellotta.

Di fatto, l’incontro si è trasformato in una serie di interventi ripetitivi, privi di proposte concrete o di un piano operativo condiviso.

Le azioni emerse
Nonostante tutto, alla fine del confronto sono state individuate quattro azioni immediate da intraprendere:

  1. Presentare osservazioni al POS durante la Conferenza dei Sindaci a Campobasso.

  2. Avviare un’azione giudiziaria al TAR Molise per contestare i contenuti del POS.

  3. Proseguire l’azione politica già avviata dalle istituzioni locali.

  4. Promuovere una  manifestazione a Roma con  tutti i comitati cittadini per dare visibilità nazionale alla protesta.

Conclusione
Il confronto in Provincia ha evidenziato ancora una volta la fragilità del sistema sanitario molisano e le difficoltà nel costruire una strategia condivisa. Le assenze di figure chiave della politica regionale e nazionale hanno lasciato stamane i territori interni senza un chiaro sostegno, mentre il futuro degli ospedali di Isernia e Agnone resta incerto. Il tempo per intervenire è breve: se dalle parole non si passerà presto ai fatti, la sanità molisana rischia di pagare un prezzo altissimo.