In Molise un presepe contro lo spopolamento del territorio

7 Dicembre 2025 0 Di

 

 

(PressMoliLaz) 07 Dic 25 Un presepe che racchiude un impegno: ripopolare un paese spopolato. Le luci del Natale a Bagnoli del Trigno, un fazzoletto di terra arrampicato su un costone animato da 600 anime in provincia di Isernia, durante l’Avvento diventa magico.

Perché le presenze si moltiplicano a dismisura grazie alla mostra dei presepi raccontata nel vecchio monastero dell’Annunziata. È il più grande del Molise: 300 metri quadrati in cui il Vangelo si snoda in stanze ricche di storia e scavate nella pietra locale. A realizzarlo in mesi di lungo e meticoloso lavoro è il gruppo Volontari bagnolesi che conta iscritti di tutte le età: il più giovane ha otto anni, il più grande più di 80, come Carmine, 86enne tuttofare che ogni anno dedica il suo tempo all’allestimento del presepe. Alcuni componenti del gruppo vivono in paese, altri risiedono in altre regioni italiane o all’estero. “Il Natale ci ha permesso di recuperare tante tradizioni e testimonianze di come in passato veniva vissuto il periodo natalizio: molti anziani ci hanno raccontato le loro esperienze e noi abbiamo dato vita alle loro emozioni”, spiega Emanuele Ianiero, 28enne presidente dei volontari che stanno ultimando gli ultimi preparativi in vista della inaugurazione della 15/a edizione prevista il prossimo 7 dicembre.
“La tradizione presepiale ci ha permesso di ripopolare il paese e rinsaldare il legame tra generazioni: gli anziani hanno tramandato valori che noi, con entusiasmo, abbiamo concretizzato”, continua. “Siamo in un paesino che vive l’impoverimento demografico così- spiega- abbiamo pensato di creare iniziative non solo dal risvolto turistico ma utili a far restare o far tornare i bagnolesi” . Se il presepe occupa il pianoterra del vecchio convento su cui dondola la campana più grande della regione, i piani superiori ospitano il museo delle tradizioni: un cunicolo labirintico fatto di antiche culle, arnesi ormai in disuso e un albero di Natale addobbato di frutti. “Il presepe è visitabile quasi per tutto l’anno: ad agosto chiude perché dobbiamo smontarlo e sostituirlo con il nuovo”, dice Emanuele mentre con orgoglio mostra statue di fattura napoletana risalenti all’800 e accarezza Peppinella, la capretta tibetana che fa parte di una scena del presepe.

 

Fonte Ansa