Molise sommerso dagli autovelox irregolari: il PCL contro i Prefetti. Nel mirino anche il Prefetto di Isernia

8 Dicembre 2025 0 Di

(PressMoliLaz.) -V.G.-   Isernia, 08 Dic. 25      Il Molise è stato letteralmente travolto da una valanga di multe provenienti dai nuovi autovelox installati in tutta la regione, ma per il Partito Comunista dei Lavoratori Molise si tratta di un’operazione fondata su basi fragili, quando non completamente illegittime. Il PCL denuncia infatti che molti dei totem autorizzati dai prefetti di Campobasso e, soprattutto, di Isernia non dispongono della necessaria omologazione, requisito essenziale stabilito dalla legge e confermato da una giurisprudenza ormai consolidata. In altre parole: senza omologazione, le multe sono nulle. E i dispositivi dovrebbero essere spenti.

Il caso della Prefettura di Isernia emerge come il più grave. Secondo il PCL, il prefetto avrebbe autorizzato un numero spropositato di autovelox senza fornire adeguate motivazioni pubbliche e senza verificare che i dispositivi fossero inseriti negli elenchi ministeriali. L’esame degli elenchi del MIT, infatti, mostra una situazione caotica: molti totem non risultano affatto pubblicati, requisito indispensabile per la loro validità; altri figurano con dati incompleti, senza indicazioni precise sulla posizione; alcuni persino con matricole duplicate, un’anomalia che in qualsiasi provincia italiana dovrebbe far scattare un immediato stop ai dispositivi. Invece nel Molise, e in particolare nell’area isernina, tutto è andato avanti come nulla fosse.

Il PCL accusa apertamente il prefetto di Isernia di aver permesso l’installazione e l’attivazione di apparecchi privi dei requisiti minimi di legge, causando un’inondazione di sanzioni che sta mettendo in difficoltà migliaia di cittadini, soprattutto lavoratori e pendolari. L’impressione, denuncia il partito, è quella di un sistema più orientato a far cassa che a garantire la sicurezza stradale, aggravato da limiti di velocità “trappola” e da una gestione priva di trasparenza. Nel frattempo, osserva il PCL, il MIT e per essa il Ministro Salvini, continua a diffondere note in cui cerca di equiparare i semplici decreti di approvazione dei dispositivi all’omologazione, nonostante le recenti sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione affermino tutt’altro. Una linea ministeriale che contribuisce a generare confusione e, di fatto, ad avallare l’utilizzo di apparecchi non omologati.

Il PCL chiede che i Comuni spengano immediatamente i totem irregolari, annullino tutte le multe e restituiscano le somme già incassate. E se non lo faranno, invita i prefetti a intervenire accogliendo le opposizioni dei cittadini per evitare un’ondata di ricorsi giudiziari. Ma la critica più aspra resta rivolta al prefetto di Isernia: secondo il partito, non solo non avrebbe esercitato il necessario controllo, ma avrebbe addirittura favorito la proliferazione di dispositivi non a norma, creando una situazione che rischia di esplodere anche sul piano giudiziario. Il PCL chiede inoltre alle Procure di Campobasso e Isernia di valutare il sequestro dei totem, come già accaduto in altre province italiane, per accertare eventuali irregolarità nei contratti stipulati dai Comuni con le società fornitrici, soprattutto rispetto alle dichiarazioni di omologazione che potrebbero rivelarsi inesistenti.

Ma ciò che  di più il PCL definisce “inaccettabile” sono le anomalie gravissime riscontrate proprio nei totem pubblicati:
mancano ovunque le ubicazioni precise dei dispositivi;
alcune matricole risultano duplicate, cosa tecnicamente impossibile e sintomo di una gestione quanto meno irresponsabile.
Tre totem di Pettoranello hanno la stessa matricola, e lo stesso accade per i tre totem di Acquaviva d’Isernia; identico problema per i due totem di Rionero.
Una situazione che, sottolinea il PCL, fa emergere “un quadro amministrativo opaco, superficiale e lontano anni luce da qualunque standard di legalità”.

Il risultato, oggi, è un territorio esasperato, con cittadini costretti a pagare sanzioni che  non hanno alcun fondamento e, un sistema amministrativo che, invece di garantire sicurezza e legalità, rischia di trasformarsi nell’ennesima penalizzazione per una regione già duramente provata. In questa vicenda, il prefetto di Isernia si ritrova al centro delle critiche più dure, accusato di aver contribuito a un caos che poteva e doveva essere evitato esercitando un controllo rigoroso e rispettoso della normativa.