Molise, tra rilancio e criticità: dalle nuove vie del turismo ai nodi di sanità e mobilità

9 Dicembre 2025 0 Di

(PressMoliLaz) 09 Dic 25 Il Molise continua a sorprendere per la sua capacità di alternare criticità strutturali a segnali di vitalità che mostrano come la regione, pur nelle difficoltà, stia cercando nuove strade per valorizzare il proprio territorio. Tra turismo, cultura, infrastrutture e questioni sociali, nelle ultime settimane sono emerse novità che raccontano un Molise in movimento.

Uno dei segnali più incoraggianti arriva dal settore turistico: il “Cammino Medievale del Molise”, percorso ad anello di circa 160 chilometri che collega Isernia ai borghi dell’Alto Molise, è stato ufficialmente inserito nel catalogo nazionale dei cammini religiosi. Il riconoscimento da parte del Ministero del Turismo dà alla regione una visibilità nuova, collocandola tra le mete italiane del turismo lento e spirituale. Il cammino attraversa diciotto borghi, eremi, santuari e paesaggi montani suggestivi, offrendo un tipo di esperienza che unisce storia, natura e introspezione. Per molti esperti, questo progetto potrebbe diventare un modello di rilancio delle aree interne, soprattutto se accompagnato da un’offerta ricettiva adeguata e da una promozione mirata.

Accanto alle buone notizie sul fronte della cultura e del turismo, tornano però al centro dell’attenzione i problemi storici della regione. La sanità resta una questione delicatissima: il Molise affronta un debito sanitario che supera i 650 milioni di euro, mentre continua il dibattito sul mancato utilizzo di risorse già stanziate per il riequilibrio del sistema. Le istituzioni regionali hanno avviato un ricorso per chiedere allo Stato di intervenire nel ripiano del deficit, ma la strada appare complessa. Intanto l’inefficienza cronica della rete sanitaria continua a essere avvertita dai cittadini, che spesso si trovano costretti a cercare servizi fuori regione.

Non migliori sono le prospettive sul fronte dei trasporti. Campobasso rimane l’unico capoluogo di regione in Italia privo di collegamenti ferroviari attivi, una situazione che perdura dal 2020 e che ha creato un isolamento infrastrutturale senza precedenti nel Paese. I lavori per la riattivazione della linea, più volte annunciati, sembrano destinati a ulteriori slittamenti: ad oggi, le previsioni parlano di una possibile riapertura solo nel 2028. Una condizione che incide pesantemente non solo sulla vita quotidiana dei pendolari, ma anche sulle opportunità economiche e turistiche del territorio.

Sul piano sociale, lo spopolamento continua a essere uno dei fenomeni più preoccupanti. La popolazione molisana ha ormai superato al ribasso la soglia dei 288 mila abitanti, con un calo costante che coinvolge soprattutto i giovani. Tra le proposte emerse per contrastare la fuga di residenti c’è l’idea di incentivare il cosiddetto “smart working di ritorno”: agevolazioni per lavoratori che, pur operando a distanza, potrebbero tornare a vivere nei borghi molisani, contribuendo così a rivitalizzare comunità e attività locali.

Non mancano però segnali positivi dal mondo produttivo. La campagna olearia 2025 si sta rivelando una delle migliori degli ultimi anni: raccolta e rese sono in crescita tra il 15 e il 30 per cento, e molti frantoi parlano di una stagione particolarmente favorevole. Un dato che conferma il potenziale ancora inespresso dell’agricoltura molisana, settore che negli ultimi anni sta cercando di riconquistare spazio grazie alla qualità delle produzioni e a una crescente attenzione al biologico.

Infine, nelle ultime ore la regione è interessata da un peggioramento delle condizioni meteo, che ha portato all’emanazione di un’allerta gialla per rischio temporali e dissesti locali. Un evento non raro nel territorio molisano, ma che ricorda la fragilità di molte aree interne e la necessità di interventi strutturali per la prevenzione del rischio.

Il quadro che emerge è dunque complesso: il Molise appare come una terra sospesa tra opportunità e fragilità, dove gli sforzi di valorizzazione culturale e turistica convivono con problemi infrastrutturali e demografici profondi. Eppure, proprio in questa combinazione di difficoltà e potenzialità, la regione sta cercando una nuova identità, più consapevole del proprio patrimonio e delle proprie sfide. Un Molise che cambia lentamente, ma che non smette di cercare il proprio posto nel futuro.