Castrataro: “Il Veneziale abbandonato, metà cardiologia chiusa e l’Emodinamica minacciata” Ancora un allarme dal Sindaco di Isernia: reparti dimezzati e servizi vitali lasciati sull’orlo del ridimensionamento.
16 Dicembre 2025di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia, 16 Dic. 25 Ancora un ennesimo allarme lanciato dal Sindaco di Isernia, Piero Castrataro. È ora la volta del reparto di Cardiologia, dove i posti letto sono stati ridotti drasticamente, e del laboratorio di Emodinamica, che non riesce a liberarsi dal pericolo concreto di una cancellazione.
Il Sindaco afferma di sentire il dovere istituzionale, ma soprattutto morale, di esprimere una preoccupazione profonda e crescente per la situazione dell’ospedale “F. Veneziale”, travolto da emergenze e criticità ormai intollerabili.
Secondo le ultime notizie di stampa, confermate da suoi personali approfondimenti, nel reparto di Cardiologia sono stati resi indisponibili cinque posti letto su dieci a causa della mancanza di monitor di controllo funzionanti, strumenti essenziali per la sicurezza dei pazienti cardiopatici. Metà del reparto è quindi chiusa, con ricadute dirette e pesantissime sul Pronto Soccorso, costretto a trattenere i pazienti destinati alla cardiologia in attesa che si liberi uno dei pochi posti rimasti operativi.
“È inaccettabile, denuncia Castrataro, che l’ospedale di Isernia resti privo di dotazioni fondamentali per la salvaguardia di vite umane. Questa non è semplice inefficienza, è il segnale evidente di una gestione che continua a penalizzare il Veneziale.”
A ciò si aggiungono i disagi cronici legati alla carenza di personale, costretto a turni massacranti per garantire l’assistenza minima. Una situazione che mette sotto pressione gli operatori sanitari, ai quali Castrataro esprime piena solidarietà, e che espone i cittadini a rischi non più tollerabili.
In questo contesto emergenziale, il Sindaco ribadisce l’allarme per il futuro del laboratorio di Emodinamica, servizio strategico e vitale per l’intero territorio. Gli ultimi dati Agenas parlano chiaro: l’Emodinamica di Isernia è attrattiva, funziona ed è irrinunciabile, con un bacino di utenza che va ben oltre i confini provinciali e volumi di attività superiori a quelli di Termoli.
Castrataro sottolinea che non si tratta, e non dovrà mai diventarlo, di una guerra tra territori. L’auspicio è che tutti i presidi regionali godano delle stesse opportunità, soprattutto in termini di investimenti e rafforzamento dei servizi. Il mancato potenziamento dell’Emodinamica di Isernia non può diventare il pretesto per un suo ridimensionamento: sarebbe una scelta miope e gravissima. Al contrario, il servizio va sostenuto e consolidato mediante un percorso chiaro e concreto che conduca al riconoscimento dell’Emodinamica di Isernia come Unità Operativa Complessa.
“La salute dei cittadini, conclude Castrataro, non può essere affidata a soluzioni temporanee, né sacrificata a logiche che continuano a penalizzare l’ospedale di Isernia.”
Commento del cronista
Il quadro tracciato dal Sindaco non lascia spazio a interpretazioni: il Veneziale è un ospedale che rischia di implodere sotto il peso di carenze strutturali e gestionali. Non si tratta di allarmismo, ma di fatti concreti: metà cardiologia chiusa, personale allo stremo, servizi vitali come l’Emodinamica sospesi tra potenziamento e cancellazione. La politica regionale non può continuare a girarsi dall’altra parte. Qui non si parla di numeri, ma di vite. E se la risposta continuerà a essere silenzio, allora la responsabilità di ogni futuro dramma ricadrà interamente su chi oggi sceglie di non intervenire.


