Polizia Municipale di Isernia: un organico al lumicino che lascia la città scoperta Numeri ridotti all’osso, la città potrebbe restare a breve senza adeguata copertura
17 Dicembre 2025di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia, 17 Dic. 25 Isernia, capoluogo di provincia con circa 20.000 abitanti, si trova a gestire un servizio essenziale come la Polizia Municipale con risorse drammaticamente limitate. Nonostante l’arrivo recente di due agenti tramite mobilità, il corpo conta su un organico ristretto, intorno alle 9 unità complessive. Di queste, una è il responsabile, altre svolgono ruoli amministrativi con altra unità (a breve) di categoria superiore, mentre un agente è in congedo ai sensi della Legge 104/92. Alla fine, le unità effettivamente operative sul territorio si riducono a sole 6 o 7, comandante incluso: un numero francamente insufficiente per una città che ambisce a essere centro amministrativo di una provincia.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Piero Castrataro, con l’assessore al personale Nicolina Del Bianco, in quest’ultimo periodo, ha adottato nuove misure per il personale disponibile. Tra queste, un’ ultima delibera che autorizza il comando temporaneo di un ulteriore agente presso la Prefettura di Isernia: uno già in servizio da tempo e, un altro distaccato (dal 01.01.26 -ndr) con cambiamento di mansioni. Inoltre, nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 25-27, sono state previste progressioni verticali per elevare alcuni agenti da posizione C a D, trasformandoli in funzionari e valorizzandone l’esperienza. Sempre nell’ambito di queste procedure, è in programma un ulteriore passaggio (da C a D) con caratteristiche di funzionario tecnico.
Queste scelte, pur formalmente legittime, appaiono prioritarie sbagliate in un contesto di organico già al minimo sindacale. È difficile giustificare distacchi presso altri enti o avanzamenti che tolgono ulteriormente risorse dalla strada quando il corpo non è nemmeno in grado di coprire i compiti basilari. Distaccare due unità presso la Prefettura, con mansioni che spesso poco hanno a che fare con la vigilanza urbana per cui quegli agenti sono stati assunti, sembra una scelta discutibile, se non poco responsabile, senza aver prima rafforzato l’organico municipale.
Molti cittadini lamentano, non a torto, una presenza quasi fantasma dei vigili urbani rispetto al passato: sempre meno controlli a piedi nei punti focali del centro (ma anche non), con un inconsistente presidio su traffico, sosta irregolare e sicurezza quotidiana. In un capoluogo di provincia, dove la visibilità delle forze dell’ordine locali è fondamentale per il senso di ordine e prossimità alla comunità, questa assenza alimenta critiche vibrate e motivate.
A quanto sembra, inoltre, l’attuale comandante potrebbe a breve lasciare il ruolo a Isernia per essere chiamato come dirigente in un altro ente, introducendo un ulteriore fattore di instabilità alla guida del corpo.
Un capoluogo di provincia non può permettersi di avere la Polizia Municipale ridotta a 6-7 unità operative totali è una situazione che espone la città a rischi evitabili e che merita interventi urgenti. L’amministrazione ha più volte dichiarato di voler potenziare i servizi essenziali, ma servono fatti concreti: nuovi concorsi, rinforzi reali e una inversione di rotta sulle priorità organizzative, per restituire ai cittadini un servizio visibile, efficace e all’altezza del ruolo di Isernia.


