Sindaco di Isernia pianta la tenda al Veneziale: “La sanità molisana muore nel silenzio, noi non staremo a guardare” Da stanotte dormirà lì

26 Dicembre 2025 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.) Isernia, 26 Dic. 2025  Basta chiacchiere, riunioni sterili e promesse al vento. Piero Castrataro, sindaco di Isernia, ha deciso di passare dalle parole ai fatti: da questa notte dormirà in una tenda montata davanti all’ingresso dell’ospedale Ferdinando Veneziale. Un gesto forte, senza precedenti, per gridare che la sanità pubblica in Molise è arrivata al punto di non ritorno.

Con un post su Facebook che è un vero e proprio atto d’accusa, Castrataro ha denunciato il “silenzio che fa troppo rumore”: quello della Regione, dei commissari, di chi continua a tagliare servizi essenziali mentre i cittadini aspettano risposte che non arrivano mai. “Stasera le luci dell’ospedale non saranno le uniche a restare accese”, ha scritto, annunciando un presidio fisico, “di cuore e di corpo”, sostenuto dall’intera giunta comunale e persino dagli scout che hanno aiutato a montare la tenda.

E ha ragione a essere furioso. Solo poche settimane fa, in Cardiologia sono stati chiusi cinque posti letto su dieci perché mancavano banali monitor. Nel 2025, in un ospedale che dovrebbe salvare vite, si ferma tutto per mancanza di attrezzature base? È una vergogna che grida vendetta. A questo si sommano il Pronto Soccorso perennemente al collasso, medici e infermieri esausti da turni disumani, e l’incubo costante sul futuro dell’Emodinamica: un reparto vitale, con numeri persino superiori a quelli di Termoli, ma sempre sul filo del rasoio nel nuovo Programma Operativo Sanitario 2025-2027.

Il Veneziale non è solo un edificio: è l’unico baluardo sanitario per un’intera provincia montana, isolata, con strade difficili e una popolazione che invecchia. Penalizzarlo significa condannare gente a ore di viaggio per una cura urgente, o peggio. Eppure, dai piani alti arriva solo indifferenza: risparmi risibili a fronte di rischi enormi per la vita delle persone.

Castrataro non vuole più combattere “solo negli uffici o dietro una scrivania”. Ha scelto il freddo della notte, la presenza concreta davanti a quelle mura “che appartengono a tutti noi”. “Se il diritto alla salute viene messo in ombra, conclude nela nota, noi porteremo la luce della testimonianza. Da questa notte, non si indietreggia di un passo”.

È la prima volta che accade a Isernia, e forse in tutto il territorio molisano: un sindaco che, per difendere il diritto alla salute dei suoi cittadini, rinuncia al comfort della propria casa e sceglie di dormire per notti intere in una tenda, sotto il gelo di fine dicembre, come atto di protesta e di richiamo alle coscienze di chi decide il futuro della sanità regionale. Un gesto estremo, disperato, ma necessario per scuotere l’indifferenza di Campobasso e Roma. Quanto dovrà ancora soffrire questa terra prima che qualcuno ascolti davvero? La tenda di Castrataro è lì a ricordare che la lotta non finisce con un post, ma con la presenza, notte dopo notte, fino a quando non arriveranno risposte concrete.