Isernia, Mancini replica al bilancio del sindaco: “La città reale è diversa da quella raccontata”
31 Dicembre 2025di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia 31 Dic. 25 Una conferenza stampa convocata stamane, nell’ultimo giorno del 2025, per fare gli auguri alla città ma soprattutto per offrire una lettura alternativa rispetto al bilancio tracciato dal sindaco Castrataro. È in questo contesto che il vicepresidente del Consiglio comunale di Isernia, esponente dell’opposizione, Giovancarmine Mancini ha preso la parola, affiancato dai consiglieri di minoranza Enzo Di Luozzo e Claudio Falcione.
Un intervento lungo e articolato, nel quale Mancini ha voluto ribaltare punto per punto la narrazione ottimistica dell’amministrazione comunale, rivendicando di parlare “con dati alla mano” e accusando il primo cittadino di offrire alla città un racconto che non troverebbe riscontro nella realtà quotidiana.
Il primo tema affrontato è stato quello del personale comunale, indicato come la vera emergenza di Palazzo San Francesco. Secondo il vicepresidente, gli uffici sarebbero in forte sofferenza, con un continuo avvicendamento dei segretari comunali, “ogni tre, quattro, cinque mesi cambia il segretario”, e con la notizia, definita “del giorno”, delle dimissioni del comandante della Polizia Municipale. Dimissioni che, come precisato dallo stesso Mancini, sarebbero state protocollate nella serata di ieri, con contestuale trasferimento del comandante, ma con incarico dirigenziale, presso un altro Comune in Puglia – ma di questo ce ne occuperemo in un prossimo servizio – (Ndr).
Una dinamica che, secondo Mancini, non può essere liquidata come una semplice coincidenza. L’opposizione, ma soprattutto gli elettori e i cittadini, ha sottolineato, finiscono inevitabilmente per porsi una domanda: perché se ne vanno tutti? Dirigenti segretari comunali, il comandante della Polizia Municipale e altri dipendenti che scelgono di trasferirsi verso altri enti. Un interrogativo che, per il vicepresidente, chiama direttamente in causa il clima interno all’ente e la capacità dell’amministrazione di trattenere professionalità e competenze.
Un segnale che, sempre secondo Mancini, si inserisce in un quadro più ampio di sofferenza organizzativa, aggravato anche dallo spostamento di diversi agenti (nominadoli) verso altri enti, Prefettura compresa. Una situazione che rischia di riflettersi anche sulla sicurezza urbana, in una fase di trasformazione sociale della città.
Sul fronte della sosta e delle strisce blu, Mancini ha messo in discussione l’efficacia del nuovo Piano Urbano del Traffico come soluzione ai problemi esistenti. Il contratto con il gestore, ha ricordato, è ancora valido per circa otto anni e qualsiasi ipotesi di revisione anticipata potrebbe esporre il Comune a nuovi contenziosi. Da qui l’accusa all’amministrazione di procedere più per annunci e campagne di comunicazione che per scelte strutturali.
Critiche anche sul tema dei trasporti e dell’elettrificazione ferroviaria. Risultati che, secondo il vicepresidente, andrebbero attribuiti esclusivamente alla Regione Molise e ai suoi rappresentanti istituzionali, mentre il Comune di Isernia non avrebbe avuto alcun ruolo diretto. Un punto sul quale Mancini accusa il sindaco di intestarsi meriti non propri.
Durissimo il passaggio sulla cultura. Isernia, ha sottolineato, è oggi una città senza cinema e con un’offerta culturale impoverita, che costringe i giovani a spostarsi a Campobasso o fuori regione. Una condizione definita inaccettabile per un capoluogo di provincia.
Infine, sugli impianti sportivi, pur riconoscendo l’importanza degli interventi in corso, Mancini ha ricordato che si tratta di opere finanziate attraverso mutui che graveranno sulle tasche dei cittadini e non di risorse intercettate dall’attuale amministrazione.
La conclusione è affidata a un giudizio politico netto: per il vicepresidente del Consiglio comunale all’opposizione, il quadro della città non è quello rassicurante descritto dal sindaco, ma il risultato di una gestione accentrata e poco efficace, più attenta all’immagine che alla sostanza dei problemi. Una lettura alternativa che riaccende il futuro confronto politico proprio mentre il 2025 si chiude.


