Bilancio a Campobasso, il centrodestra si divide: Pilone chiede chiarezza, Esposito difende l’astensione Passa con i soli voti del centrosinistra. Scontro tra capigruppo e il nodo dei gettoni di presenza
2 Gennaio 2026di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Campobasso, 02 Gen. 26 Il centrodestra in Consiglio comunale a Campobasso mostra crepe sempre più evidenti. L’approvazione del Bilancio 2025 ha messo in luce un profondo scollamento all’interno della minoranza, con voti frammentati che hanno permesso alla maggioranza di centrosinistra di portare a casa il provvedimento senza intoppi.
Il Bilancio è passato con 14 voti favorevoli, tutti provenienti dalla coalizione di centrosinistra al completo. Tra i banchi della minoranza di centrodestra, invece, si è registrata una vera diaspora: solo 4 consiglieri hanno votato contro (Francesco Pilone e Stefania Di Claudio di Fratelli d’Italia, oltre a De Benedittis e Cefaratti), mentre diversi altri si sono astenuti (tra cui Domenico Esposito, Colagiovanni, Bozza, Tramontano, De Lucia e Montanaro). Il resto della minoranza era assente. Contro il bilancio hanno votato anche tre consiglieri del Cantiere Civico di Pino Ruta, oggi all’opposizione.
A innescare la polemica è stato Francesco Pilone, capogruppo di Fratelli d’Italia, che con la sua intervista rilasciata oggi a Telemolise ha dimostrato ancora una volta di essere una voce coerente e determinata nell’opposizione. Pilone, con la schiettezza che lo contraddistingue e con un senso di responsabilità verso gli elettori del centrodestra, ha duramente criticato i suoi alleati, lamentando una mancanza di compattezza e chiedendo con forza una riunione regionale dei vertici del centrodestra. “Così non va”, ha dichiarato senza giri di parole, mostrando di avere a cuore l’unità della coalizione e la necessità di un’opposizione ferma, costruttiva e soprattutto coesa.
Pronta e piccata la replica di Domenico Esposito, capogruppo di Forza Italia, che ha difeso la propria astensione e quella di diversi colleghi. Esposito ha spiegato che la sua scelta è stata motivata da ragioni concrete: grazie a un emendamento cofirmato con altri tre capigruppo di centrodestra, è stata introdotta nello Statuto una copertura finanziaria triennale per i festeggiamenti del Santo Patrono e per la valorizzazione dei prodotti locali. “Sono stato eletto per amministrare, non per ostacolare chi fa bene”, ha sottolineato.
Esposito non ha risparmiato stoccate dirette a Pilone: “Fare opposizione non significa dire sempre no a tutti i costi. Se si ha cervello e anima, le cose si affrontano con coerenza, non con stupidaggini e luoghi comuni”. Ha poi ricordato come il collega Cefaratti abbia collaborato positivamente con l’amministrazione nei primi mesi come presidente della commissione mobilità, “nell’interesse della città”, e ha evidenziato che anche in Fratelli d’Italia non c’è stata compattezza, con Annuario che ha lasciato l’Aula.
Tra le altre frecciate, Esposito ha chiesto a Pilone spiegazioni su alcuni comportamenti: perché Annuario ha abbandonato i lavori? E perché Armandino D’Egidio accompagna in giro per la città il consigliere di centrosinistra Lopriore, dichiarando di appoggiarlo alle prossime provinciali?
Al di là delle motivazioni ufficiali, viene da chiedersi se queste astensioni siano davvero solo strategia politica. A Campobasso i gettoni di presenza per commissioni e sedute rappresentano un introito non trascurabile per i consiglieri di minoranza: astenersi non blocca la maggioranza, ma permette di mantenere un profilo collaborativo e di continuare a incassare i compensi. Una scelta che appare più conveniente che ideologica.
Sul sfondo, resta il ricorso al Consiglio di Stato che si pronuncerà il 14 febbraio 2026 e la situazione generale del Molise: “Il territorio sta morendo, non serve andare al voto ogni due anni. Serve amministrare con coscienza ogni giorno”.
Le divisioni emerse sul bilancio confermano una minoranza di centrodestra frammentata. In questo scenario, la posizione di Francesco Pilone emerge come un richiamo forte alla coerenza e alla lealtà verso il mandato ricevuto dagli elettori: un esempio di opposizione vera, che merita di essere valorizzato in un centrodestra che sembra aver smarrito la bussola.


