In Molise si manifesta contro i nuovi impianti ENEL

11 Gennaio 2026 0 Di

(PressMoliLaz) Isernia, 11 Gen 26 Il Molise c’è davvero e, anche se in silenzio, sa farsi sentire quando serve. A dimostrarlo è stata l’iniziativa “I corridoi dell’orso: da due parchi un cammino comune”, che si è svolta sabato 3 gennaio. In mattinata circa cento persone hanno partecipato a una serie di camminate partite da numerosi centri del territorio — tra cui Pizzone, Castel San Vincenzo, Rocchetta e Castelnuovo al Volturno, Fornelli, Scapoli, Filignano, Montaquila, Monteroduni, Macchia d’Isernia e dall’Abbazia di San Vincenzo al Volturno — per poi convergere a Colli al Volturno. Nonostante le condizioni meteo sfavorevoli, i partecipanti hanno percorso distanze variabili tra i 6 e i 20 chilometri.

Nel pomeriggio di ieri 10 gennaio si è tenuto un convegno molto partecipato, organizzato dal Coordinamento No Pizzone II, durante il quale è stata ribadita con forza la necessità di tutelare i corridoi ecologici dell’Appennino e garantire un futuro all’orso bruno marsicano. Questa rara sottospecie, presente solo in quest’area, è infatti gravemente minacciata e conta oggi appena 50–60 esemplari.

A mettere in pericolo la sopravvivenza degli ultimi orsi è il progetto della centrale idroelettrica di pompaggio ENEL “Pizzone II”, prevista all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’opera comporterebbe la realizzazione di vaste gallerie sotterranee, cantieri di grandi dimensioni e un intenso traffico di mezzi pesanti, con il rischio di compromettere in modo irreversibile un’area di straordinario valore naturalistico e di arrecare gravi disturbi alla fauna selvatica.

Il progetto, già bocciato dalla Direzione del Parco, potrebbe inoltre spezzare i corridoi ecologici fondamentali per gli spostamenti degli animali verso l’Alto Molise e il Matese. Proprio in quest’area, nel 2025, è stato istituito un nuovo Parco Nazionale che coinvolge Campania e Molise e che, nella sua parte occidentale, si trova a breve distanza dal PNALM.

Secondo studiosi, responsabili delle aree protette e associazioni ambientaliste, la conservazione dell’orso marsicano dipende in modo cruciale dalla disponibilità di nuovi territori idonei e dalla continuità dei collegamenti naturali tra i diversi parchi, indispensabili per permettere alla fauna di muoversi liberamente e garantire la sopravvivenza della specie.