Sanità molisana, fumata grigia a Palazzo Vitale: Castrataro ottiene l’apertura sui “bonus medici”, ma la protesta non si ferma Le dichiarazioni degli intervenuti al termine dell'incontro
13 Gennaio 2026di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Campobasso,13 Gen.26 Si è concluso soltanto poche ore fa, presso la sede della Giunta Regionale in via Genova, l’atteso e delicato vertice istituzionale per definire il futuro dell’ospedale “F. Veneziale” di Isernia. L’incontro, convocato dal Presidente Francesco Roberti a seguito delle forti pressioni del Sindaco di Isernia e del territorio, ha segnato un momento di confronto diretto tra la politica regionale, la struttura commissariale e i sindaci che da settimane gridano l’emergenza per la sanità pentra.
Al tavolo, oltre al Governatore, sedevano il Direttore Generale ASReM Giovanni Di Santo, il Commissario Marco Bonamico, il Sub-Commissario Ulisse Di Giacomo e una delegazione di primi cittadini guidata da Piero Castrataro (Isernia) e Daniele Saia (Agnone).
La linea dei Sindaci: tra proposte tecniche e protesta simbolica
All’uscita da Palazzo Vitale, il primo a parlare ai cronisti è stato il Sindaco di Isernia, Piero Castrataro. Il suo tono è apparso stanco ma fermo, sintesi di chi sta portando avanti una battaglia fisica, oltre che politica, dormendo ormai da notti in una tenda davanti al pronto soccorso isernino. “Siamo venuti qui per trasformare una protesta di piazza in una proposta di governo. Abbiamo chiesto ufficialmente che la Regione adotti lo schema delle indennità aggiuntive per i medici che scelgono i reparti di emergenza-urgenza, esattamente come accade in altre regioni d’Italia. Non possiamo più permetterci di vedere il Veneziale svuotarsi mentre i medici ‘gettonisti’ costano tre volte tanto. La riunione è stata un passo necessario, ma voglio essere chiaro con i cittadini: la tenda resta lì. Non la rimuoverò finché non vedrò queste intenzioni scritte nero su bianco nel prossimo Piano Operativo Sanitario.”
A fargli eco è stato Daniele Saia, Sindaco di Agnone e Presidente della Conferenza dei Sindaci, che ha sottolineato la compattezza del territorio: “Oggi abbiamo rappresentato l’intero Molise centrale e altomolisano. Abbiamo preteso che la riorganizzazione non si basi solo sui freddi numeri del Decreto Balduzzi, ma sulla realtà geografica della nostra provincia. Difendere Isernia e Agnone significa difendere il diritto alla salute di migliaia di persone che non possono essere lasciate sole. Abbiamo chiesto impegni precisi sulla continuità di Emodinamica e del Punto Nascita e dell’ ospedale di Agnone”
La posizione dei vertici sanitari: “Lavoriamo alla stabilità”
Dal canto suo, la struttura tecnica ha cercato di rassicurare la delegazione sulla fattibilità di alcuni interventi. Il Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo, ha fatto il punto sul reclutamento del personale: “L’Azienda sta facendo il massimo. I concorsi per i nuovi direttori di Ortopedia e Medicina sono in fase di ultimazione. L’obiettivo comune è rendere il Veneziale un ospedale attrattivo e sicuro, non solo per i pazienti ma anche per i professionisti che devono scegliere di restare qui.”
Il Commissario ad Acta, Marco Bonamico, ha invece aperto alla proposta economica avanzata dai sindaci: “Il clima dell’incontro è stato costruttivo. La proposta sulle indennità aggiuntive per il personale è sul tavolo e la valuteremo con attenzione tecnica già nelle prossime ore. Dobbiamo però muoverci nel solco della sostenibilità finanziaria del piano di rientro: ogni investimento deve garantire una reale stabilità dei reparti.”
Una tregua istituzionale ancora fragile
Il Presidente Francesco Roberti ha ribadito l’impegno della Regione, confermando lo stanziamento di circa 5 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico del nosocomio isernino. Tuttavia, nonostante l’apertura al dialogo, la sensazione è quella di una “tregua armata”.
L’incontro di poche ore fa ha aperto una breccia, ma la parola fine sulla crisi del “Veneziale” sembra ancora lontana. Mentre i sindaci ripartono verso Isernia con alcune promesse in tasca, la tenda di Castrataro rimane piantata nel piazzale dell’ospedale: un monito silenzioso che attende di essere superato dai primi atti ufficiali.


