Sanità, il Molise chiede equità e rispetto L’intervento dell’Assessore Michele Iorio all’incontro “Il grande malato”
17 Gennaio 2026
(PressMoliLaz) Campobasso, 17 Gen 26 Nel corso dell’iniziativa “Il grande malato. Per una riforma della sanità in Italia”, promossa per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale e riaffermare il diritto universale alla salute, la Cgil Molise e Ali Comuni Molisani hanno invitato l’Assessore regionale ai Rapporti con i Ministeri per l’attuazione del Piano di rientro sanitario, Michele Iorio, che ha portato una testimonianza forte e appassionata sulla condizione della sanità molisana. «Analizzare i dati del Molise – ha sottolineato l’Assessore rivolgendosi direttamente al presente Nino Cartabellotta presidente di Gimbe – significa partire da una consapevolezza imprescindibile: siamo la regione più piccola d’Italia, con caratteristiche territoriali e demografiche uniche, che non trovano adeguata considerazione nei criteri nazionali di riparto del Fondo Sanitario Nazionale».
Un sistema che oggi assegna il 97,5% delle risorse sulla base della sola quota capitaria, penalizzando territori come il Molise, che a fronte di una popolazione ridotta presenta una rete di ben 136 comuni, lo stesso numero della Basilicata, che però conta il doppio degli abitanti. «Questo significa – ha aggiunto – garantire servizi essenziali con risorse strutturalmente insufficienti».
L’Assessore ha richiamato anche una questione di principio: «Abbiamo una Costituzione che tutela il diritto alla salute, ma l’introduzione del pareggio di bilancio ha finito per subordinare i diritti fondamentali all’equilibrio dei conti. È una contraddizione che va affrontata con coraggio, soprattutto quando si parla di sanità pubblica, Un concetto questo che ribadisco da anni e confermato anche da una più recente sentenza della Corte Costituzionale». Ripercorrendo l’evoluzione dei meccanismi di finanziamento, Iorio ha ricordato la scomparsa del fondo di riequilibrio per il Mezzogiorno e una narrazione che ha diviso il Paese tra presunte “regioni canaglia” e “regioni virtuose”, salvo poi constatare che i correttivi hanno spesso favorito altre aree. «Oggi il Molise – ha affermato – non dispone di un fondo sanitario adeguato ai bisogni reali del proprio territorio».
Un passaggio centrale è stato dedicato al commissariamento, che grava sulla sanità molisana da oltre 16 anni: «Ci viene chiesto di migliorare le prestazioni tagliando le risorse all’Asrem. È una stortura che va contro qualsiasi logica aziendale e contro l’interesse dei cittadini». Da qui l’appello a un cambio di rotta: «A nome del Presidente della Giunta regionale ho ribadito con forza a Roma: basta ai tagli sulla sanità pubblica” esprimendo poi la propria considerazione che «non è accettabile che, mentre il sistema pubblico soffre, il privato resti intoccabile».
Tra le prospettive indicate, la necessità di rivedere i fondi, riorganizzare il sistema sanitario regionale e valorizzare il legame con l’Università del Molise, anche attraverso l’integrazione della Facoltà di Medicina e la creazione di un ospedale universitario. «La linea che guida il Governo regionale – ha concluso l’Assessore – è chiara e senza ambiguità: migliorare il sistema sanitario pubblico, renderlo più giusto, più vicino ai territori e realmente capace di garantire il diritto alla salute a tutti i molisani».

