Giustizia, nasce a Larino il Comitato del No del Distretto di Campobasso

19 Gennaio 2026 0 Di

(PressMoliLaz) Larino (CB), 19 Gen 26 Nella sala “Il Melograno” di Larino è stato presentato il Comitato del No del Distretto di Campobasso, costituito per opporsi alla riforma costituzionale della giustizia che sarà sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo. L’iniziativa rientra nella campagna nazionale “Giusto dire No” ed è stata sostenuta dall’associazione “La Fonte”, promotrice dell’incontro.

All’appuntamento hanno partecipato magistrati, avvocati, docenti universitari e rappresentanti della società civile, dando vita a un confronto pubblico vivace ma improntato al rispetto reciproco. Dal Molise si leva così una mobilitazione articolata che coinvolge il mondo togato, quello forense e l’ambito accademico, con l’obiettivo dichiarato di difendere l’autonomia della magistratura e l’equilibrio tra i poteri sancito dalla Costituzione.

A sostenere la nascita del Comitato è stato Giovanni Fiorilli, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Campobasso e neo presidente dell’ANM Molise, la cui giunta si è insediata il 15 dicembre. Fiorilli ha spiegato che il Comitato nasce come spazio aperto e inclusivo, non riservato ai magistrati, ma pensato per coinvolgere l’intera società civile. L’obiettivo è informare e stimolare la partecipazione, anche attraverso i canali social, per chiarire in modo accessibile le ragioni del No.

Nel merito della riforma, Fiorilli ha espresso una netta contrarietà, sottolineando come, a suo giudizio, essa metta a rischio l’indipendenza della magistratura. Secondo il presidente dell’ANM Molise, la separazione delle carriere è già sostanzialmente in atto, mentre la riforma introdurrebbe elementi critici come la sottoposizione del pubblico ministero all’esecutivo, lo sdoppiamento del CSM e l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, che limiterebbe le garanzie per i magistrati.

A condividere le posizioni del Comitato anche l’avvocatura. L’avvocato cassazionista Claudio Neri ha spiegato di essersi schierato contro la riforma prima come cittadino che come professionista, definendola un’operazione di natura politica che non risolve le reali criticità del sistema giudiziario. A suo avviso, problemi strutturali come la carenza di personale, la lentezza dei processi e l’instabilità normativa restano del tutto irrisolti.

Dal mondo accademico sono arrivate ulteriori voci critiche. Giovanni Carmellino, docente dell’Università del Molise, ha parlato di una riforma che rischia di indebolire la giurisdizione nel suo complesso, con ricadute non solo sul penale ma anche sul processo civile. Per Carmellino, anche il solo rischio di compromettere l’indipendenza della magistratura rappresenta un motivo sufficiente per opporsi.

Sulla necessità di un metodo diverso ha insistito Vincenzo Musacchio, docente ed esperto di diritto penale e antimafia, che ha invocato una riforma condivisa e organica, frutto di un confronto ampio e non di interventi parziali. Pur dichiarandosi favorevole in linea di principio alla separazione delle carriere, Musacchio ha criticato l’impianto complessivo della riforma, giudicata incoerente e incompleta.

A chiudere l’incontro è stata Tina De Michele, per l’associazione “La Fonte”, che ha ribadito il sostegno convinto al No. Secondo De Michele, la riforma incide sull’equilibrio costituzionale dei poteri e nasce più da un clima di sospetto verso la magistratura che da un’analisi approfondita dei problemi della giustizia. Un approccio che, a suo avviso, finisce per danneggiare i cittadini e indebolire le garanzie democratiche.

Il Comitato del No del Distretto di Campobasso si presenta così come una realtà composita e radicata, pronta a informare e mobilitare in vista del referendum di marzo. Un passaggio ritenuto decisivo, nel quale anche il Molise intende far sentire la propria voce