Castello Monforte, il restauro che dialoga con il futuro: al via il secondo lotto di interventi

31 Gennaio 2026 0 Di

(PressMoliLaz) Campobasso, 31 Gen 26 Il recupero del Castello Monforte di Campobasso entra in una fase decisiva. Il primo lotto di interventi, già completato, va letto come l’avvio di un più ampio e articolato progetto di riqualificazione e valorizzazione del monumento simbolo della città, promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise in collaborazione con l’Autorità Urbana di Campobasso, formalizzata con la convenzione del 16 giugno 2020.

Un progetto unitario, coerente con i principi del Codice dei Beni Culturali, che mira a coniugare tutela, conservazione e nuova fruizione pubblica, restituendo al Castello una funzione culturale viva e contemporanea. La valutazione degli interventi già realizzati, infatti, non può prescindere da una lettura complessiva delle opere previste, pensate come azioni coordinate e complementari.

La strategia progettuale si muove lungo due direttrici principali: da un lato il restauro e la valorizzazione degli elementi storici originari, in alcuni casi anche attraverso una ricostruzione filologica; dall’altro una reinterpretazione contemporanea degli spazi interni, in particolare quelli trasformati dagli interventi degli anni Ottanta. È in questo secondo ambito che emergono alcune delle scelte più significative, come la restituzione alla città della Corte interna e la riapertura al pubblico delle antiche Cisterne, luoghi finora nascosti e inaccessibili.

Al centro del progetto c’è il tema, delicato e ambizioso, dell’inserimento del nuovo nell’antico. Un principio affrontato con chiarezza, evitando ogni forma di imitazione stilistica e puntando invece su una netta leggibilità delle stratificazioni storiche. L’architettura contemporanea si dichiara come tale, dialogando con il monumento senza sovrapporsi ad esso.

Emblematica in questo senso è la realizzazione del nuovo vano ascensore: un volume compatto e minimale, rivestito in acciaio corten, che si inserisce all’interno delle mura senza alterare la struttura storica. Il contrasto con la muratura in pietra è netto ma controllato; la cromia calda del corten, ottenuta attraverso l’ossidazione naturale, richiama i toni della pietra e riduce l’impatto visivo. Il basamento lapideo su cui poggia il volume assolve a una duplice funzione: separare fisicamente e concettualmente il nuovo dall’antico e garantire l’accessibilità degli spazi.

Anche la pavimentazione della Corte assume un ruolo centrale nella valorizzazione del complesso. Le grandi lastre lapidee, posate secondo una maglia geometrica regolare, trasformano lo spazio interno in una vera e propria piazza, mentre i tagli luminosi esaltano la matericità delle murature storiche, creando un dialogo scenografico tra luce, pietra e geometria contemporanea.

Con il secondo lotto di interventi, il progetto compie un ulteriore passo avanti. Tre gli ambiti principali: il restauro del Sacrario Militare, la rifunzionalizzazione degli spazi ipogei e la prosecuzione delle indagini archeologiche. Il Sacrario, cuore simbolico e identitario del Castello, sarà oggetto di un intervento mirato alla conservazione e alla piena accessibilità, con il restauro delle superfici murarie, delle lapidi dei Caduti, dei manufatti lapidei e dei beni mobili storici, oltre all’installazione di una rampa per le persone con mobilità ridotta.

Gli imponenti ambienti ipogei, un tempo serbatoi idrici, saranno trasformati in sale polivalenti per esposizioni ed eventi culturali. Volumi di straordinaria suggestione che diventeranno spazi espositivi dedicati alla storia del Castello, al rapporto con il borgo antico e alle diverse fasi costruttive del complesso.

Un ruolo chiave sarà svolto anche dal progetto di comunicazione culturale, affidato a justMO’, che affiancherà pannelli informativi e segnaletica tradizionale a strumenti digitali avanzati: installazioni multimediali, proiezioni, ricostruzioni virtuali e dispositivi interattivi renderanno la visita immersiva e accessibile, offrendo al pubblico un vero e proprio viaggio nella storia, anche attraverso la figura di Cola Monforte.

Infine, il secondo lotto prevede lo scavo del bastione sud-ovest, con finalità scientifiche e di valorizzazione, per arricchire la conoscenza del monumento e integrare nuovi contenuti nei percorsi museali.

Il Castello Monforte si prepara così a diventare non solo un bene restaurato, ma un luogo vivo: un centro culturale inclusivo, capace di raccontare la storia della città attraverso linguaggi nuovi, in equilibrio tra memoria e contemporaneità.