Stop ai vincoli doganali obsoleti: proposta l’abolizione dell’art. 19

2 Febbraio 2026 0 Di

 

 

(PressMoliLaz) 02 Feb 26 Dopo l’approvazione in Parlamento, in sede di Finanziaria, della norma che consente gli interventi di rigenerazione urbana anche sugli immobili condonati proposta durante un mio incontro pubblico territoriale, oggi annuncio la presentazione di una nuova proposta legislativa: l’abolizione dell’articolo 19 del Decreto Legislativo 8 novembre 1990, n. 374.

L’art. 19 prevede una serie di vincoli per gli edifici situati in prossimità della linea doganale e del mare territoriale, imponendo l’obbligo di autorizzazione preventiva da parte della Direzione doganale anche per opere di minima entità, sia provvisorie che permanenti, e subordinando a tale parere il rilascio di ogni altra autorizzazione amministrativa.

La mancata acquisizione del parere comporta sanzioni particolarmente gravose, pari ad almeno il 10% del valore dell’immobile.

Si tratta di una norma nata in un contesto storico diverso, quando l’esigenza principale era garantire il controllo del traffico transfrontaliero delle merci. Oggi, però, risulta obsoleta e sproporzionata, producendo effetti distorsivi sul territorio e bloccando interventi edilizi minimi e privi di impatto sulla sicurezza doganale.

Già il 10 dicembre 2020, l’allora Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, trasmise al Parlamento una serie di proposte di modifica normativa finalizzate a migliorare l’operatività dell’Agenzia, tra le quali figurava l’abolizione dell’art. 19.

Circa 6 mesi prima della proposta di abolizione dell’art.19 da parte del DG delle Dogane, 1° luglio 2020, la Direzione territoriale di Gaeta aveva emanato linee guida applicative che hanno esteso in modo significativo l’ambito di applicazione dell’articolo, generando una molteplicità di casi in cui ancora oggi è richiesto il parere preventivo doganale.

Questa situazione ha messo in difficoltà cittadini, tecnici, Comuni e gli stessi organi di controllo, arrivando a richiedere autorizzazioni doganali anche per interventi minimi, come l’installazione di una doccia in una villetta situata a centinaia di metri dal mare.

Nelle linee guide uscite da Gaeta il 1* luglio 2020 è testualmente riportato:

“Per la parte più propriamente terrestre, che nella Regione Lazio si delinea ad Est della linea doganale, non vi è un concreto ed esatto dato metrico in quanto la norma stessa si correla all’espressione “in prossimità della linea doganale”. Tale zona, dunque, non è necessariamente coincidente con il demanio marittimo, ma si estende verso l’interno nella zona di vigilanza doganale terrestre, per una distanza variabile in considerazione dell’incidenza di elementi oggettivi quali l’osservabilità, la controllabilità e la transitabilità, da accertare mediante idoneo sopralluogo da parte della competente Autorità doganale. Per tali motivi, detta area si intende, per prassi, ordinariamente estesa, sino al punto di transito della prima strada carrabile ad uso pubblico che corre parallelamente alla costa e dalla quale sia agevolmente possibile effettuare l’ordinaria attività di vigilanza.”

Esempi locali? La pontina al Km 104, la ex provinciale per San Felice Circeo, dove ci sono migliaia di case.

Per queste ragioni, raccolte dalle istanze del territorio e dagli operatori del settore, mi farò promotore dell’abolizione dell’art. 19 del D.Lgs. 374/1990, con l’obiettivo di semplificare le procedure, ridurre gli oneri burocratici e rendere le norme coerenti con le reali esigenze di sicurezza e sviluppo.