Referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026: definito il quesito, partiti in campo per la campagna

15 Febbraio 2026 0 Di

(PressMoliLaz) 15 Feb 26 Si avvicina l’appuntamento con il referendum costituzionale confermativo fissato per domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. In vista della consultazione, è stato ufficialmente precisato il testo del quesito che sarà sottoposto agli elettori, con l’obiettivo di garantire la massima chiarezza sul contenuto della riforma costituzionale approvata dal Parlamento e ora chiamata al vaglio popolare.

Il referendum confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione, non richiede il raggiungimento del quorum: sarà dunque valido qualunque sia il numero dei votanti e l’esito dipenderà esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi. I cittadini saranno chiamati a esprimere un “Sì”, per confermare la legge costituzionale, oppure un “No”, per respingerla.

Con la pubblicazione del quesito sono scattati anche gli adempimenti in materia di propaganda elettorale e comunicazione politica. Le amministrazioni comunali stanno predisponendo gli spazi per le affissioni e regolando le modalità di svolgimento della campagna, nel rispetto dei principi di parità di trattamento e trasparenza. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e la Commissione parlamentare di vigilanza Rai vigileranno sull’equilibrio dell’informazione nei mezzi di comunicazione.

Protagonisti della campagna referendaria saranno i partiti e i gruppi politici rappresentati in Parlamento, oltre ai promotori del referendum. Tra le forze parlamentari figurano Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, Italia Viva, +Europa e Noi Moderati, ciascuna libera di sostenere la posizione ritenuta più coerente con la propria linea politica. Accanto a loro opereranno i comitati promotori della richiesta referendaria, che hanno attivato la procedura prevista dalla Costituzione per sottoporre la riforma al voto popolare.

Il confronto politico si annuncia intenso e centrale nel dibattito pubblico delle prossime settimane. Da una parte i sostenitori della riforma ne evidenziano le finalità di modernizzazione e rafforzamento dell’assetto istituzionale; dall’altra i contrari sollevano dubbi sugli effetti delle modifiche costituzionali proposte.

L’esito del voto del 22 e 23 marzo rappresenterà un passaggio significativo per il sistema istituzionale italiano, affidando direttamente ai cittadini la decisione finale sulla riforma approvata dal Parlamento.