Invalidità e disabilità, rivoluzione INPS: dal 2026 cambia tutto. Ecco le nuove regole, le province coinvolte e cosa devono fare i cittadini

19 Febbraio 2026 0 Di

 

(PressMoliLaz.) Roma, 19 Feb. 26     Una riforma che non ritocca semplicemente le procedure, ma cambia la filosofia stessa con cui lo Stato guarda alla disabilità. Dal 1° marzo 2026, quasi metà dell’Italia entrerà nella nuova era dell’accertamento dell’invalidità civile e delle disabilità: un sistema digitale, centralizzato e soprattutto multidimensionale, che supera definitivamente la vecchia logica della percentuale clinica per abbracciare la persona nella sua interezza.
Il cuore della svolta è nel decreto legislativo n. 62/2024, che affida all’INPS il ruolo di accertatore unico e introduce due pilastri destinati a cambiare radicalmente il percorso dei cittadini:
• certificato medico introduttivo completamente telematico,
• valutazione multidimensionale, che considera non solo la condizione sanitaria, ma anche gli aspetti sociali, ambientali e il “progetto di vita” dell’individuo.
Un cambio di paradigma che punta a ridurre burocrazia, eliminare disparità territoriali e costruire percorsi personalizzati di inclusione.

Le prime province apripista: il test sul campo
La riforma non è stata lanciata in blocco, ma attraverso una sperimentazione graduale.
Dal 1° gennaio 2025, nove province hanno fatto da laboratorio nazionale:
Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Salerno, Catanzaro e Sassari.
Qui i cittadini hanno già abbandonato la domanda cartacea e utilizzano il nuovo certificato telematico. I primi mesi hanno permesso di individuare criticità e correggere il sistema prima dell’allargamento successivo.

Seconda fase: altre 11 province nella sperimentazione
Dal 30 settembre 2025, la riforma si è estesa a:
Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, Provincia autonoma di Trento e Regione autonoma Valle d’Aosta.
In questi territori la procedura è già operativa o in fase di completamento, con migliaia di cittadini coinvolti. I dati raccolti saranno decisivi per la grande estensione del 2026.

Dal 1° marzo 2026: 40 nuove province nella rivoluzione digitale
La terza fase è quella più imponente: 40 province entreranno contemporaneamente nel nuovo sistema, coinvolgendo milioni di persone.
L’elenco comprende:
Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia e Verona.
Questa espansione rappresenta il vero banco di prova prima dell’estensione definitiva a tutta Italia dal 1° gennaio 2027.
Per i cittadini significa dire addio a:
• code agli sportelli,
• domande cartacee,
• duplicazioni di documenti tra amministrazioni.
Il medico invierà telematicamente il certificato introduttivo all’INPS, che avvierà automaticamente la procedura.

Cosa cambia concretamente per i cittadini
1. Accesso semplificato
Non servirà più presentare una domanda amministrativa separata:
tutto parte dal certificato medico telematico inviato dal medico certificatore.
Meno passaggi, meno errori, meno tempo perso.
2. Criteri uniformi in tutta Italia
La centralizzazione in capo all’INPS elimina le storiche disparità territoriali:
la stessa patologia non potrà più essere valutata in modo diverso da provincia a provincia.
3. Valutazione multidimensionale
È il vero salto culturale:
non solo percentuali e diagnosi, ma bisogni reali, contesto sociale, autonomia, progetto di vita.
Un approccio che trasforma l’accertamento da atto burocratico a strumento di inclusione, capace di costruire percorsi personalizzati.
4. Anche chi è già riconosciuto rientra nel nuovo sistema
La riforma si applica anche alle revisioni: chi ha già un riconoscimento non dovrà ricominciare da zero con procedure diverse.

Una riforma che cambia il rapporto tra cittadino e istituzioni
La digitalizzazione, l’uniformità dei criteri e la valutazione multidimensionale segnano un cambio di passo atteso da anni.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre i tempi, eliminare la burocrazia inutile e garantire equità di trattamento a livello nazionale.
La sfida ora è far funzionare il sistema su larga scala, senza lasciare indietro nessuno.

Fonte Brocardi