Sanità Molise, rivolta a Campobasso: i Sindaci chiedono la rimozione dei Commissari Conferenza dei Sindaci per la Sanita molisana stamane a Campobasso
23 Febbraio 2026di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Campobasso, 23 Feb. 26 Duro attacco congiunto di Castrataro e Saia stamane a Campobasso durante la conferenza dei sindaci: dai tagli alle guardie mediche allo strapotere dei privati, i primi cittadini votano la sfiducia ai tecnici nominati da Roma. “È uno spopolamento programmato mentre i nostri parlamentari restano a guardare”.
La sanità molisana è ufficialmente al punto di rottura. Stamattina, la Conferenza dei Sindaci ha sancito la fine di ogni possibile dialogo con l’attuale struttura commissariale, trasformandosi in una trincea istituzionale per la difesa del diritto alla salute. Al termine della seduta, la decisione è stata unanime: chiedere al Consiglio dei Ministri la rimozione immediata dei due commissari ad acta.
Il fallimento tecnico: le accuse social di Castrataro
Il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, ha rilasciato dichiarazioni durissime subito dopo la riunione, snocciolando i dati di una gestione fallimentare. Proprio su queste basi, l’assemblea ha approvato all’unanimità la richiesta di rimozione immediata dei due Commissari ad acta della Regione Molise, ritenuti inadempienti rispetto agli obiettivi assegnati. Castrataro Saia e tutta l’assemblea hanno inoltre ribadito i punti cardine per un cambio di rotta:
-
Stop agli sprechi farmaceutici: una spesa schizzata del 10% in un solo anno, arrivando a sfiorare i 90 milioni di euro.
-
Riequilibrio tra Pubblico e Privato: limitare i privati convenzionati alle sole prestazioni ad alta complessità.
-
Rilancio degli Ospedali Pubblici: restituire al pubblico il controllo della diagnostica e delle prestazioni di base per frenare la mobilità passiva.
L’urlo di Saia: “Uno spopolamento programmato”
A dare voce al dramma delle aree interne è stato il sindaco di Agnone nonché Presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, che ha puntato il dito contro il taglio delle guardie mediche e il progressivo smantellamento dei servizi minimi. “Ci vogliono togliere l’ospedale, le guardie mediche e il diritto alla salute”, ha denunciato Saia. “Tutto questo porta a uno spopolamento programmato delle aree interne. I giovani sono già andati via, ora anche gli anziani iniziano a seguire i figli. Per invertire la rotta occorrono investimenti seri, non tagli”.
Secondo Saia, la chiusura dei presidi sanitari è la pietra tombale sulla sopravvivenza dei borghi molisani, un processo che sembra ormai deliberato e calato dall’alto.
Il paradosso di una politica parlamentare assente
Questa sollevazione dei sindaci evidenzia però, ancora una volta, la drammatica mancanza di una classe politica locale di peso, come abbiamo già riportato in un nostro precedente articolo. Il Molise è una terra senza scudi: il paradosso è diventato plastica realtà proprio stamane a Campobasso, dove i quattro parlamentari molisani sono risultati clamorosamente assenti, nonostante sarebbero stati invitati a partecipare a un tavolo vitale per il futuro della regione.
Mentre i sindaci combattono in prima linea per ogni singola guardia medica, i rappresentanti molisani in Parlamento appaiono come spettatori non paganti, e/o irreperibili, di un disastro che colpisce le fasce più deboli. Se la Conferenza dei Sindaci è arrivata a chiedere la testa dei commissari per “inadempienza”, è il segno che il legame tra il territorio e il potere centrale è crollato. Ora la palla passa al Governo, ma il silenzio e l’assenza della politica molisana “di vertice” continuano a gridare vendetta.




