POS 2026–2028, Castrataro affonda il colpo: “Tagli costruiti su omissioni e ritardi. Isernia non sarà vittima di uno scippo programmato” E' costruito su omissioni e alibi: “Così si smantella la sanità pubblica, non la si programma”.
27 Febbraio 2026di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia, 27 Feb. 26 Il Piano Operativo 2026–2028 adottato dai commissari ad acta Bonamico e Di Giacomo non convince affatto il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che dopo una lettura approfondita della bozza parla senza mezzi termini di “criticità gravi”, “alibi costruiti ad arte” e di una sanità regionale che rischia di essere smontata pezzo dopo pezzo attraverso scelte che definisce “tecnicamente inspiegabili”.
Secondo il primo cittadino, il documento restituisce l’immagine di un sistema sanitario sospeso, fatto di rinvii e precarietà, e soprattutto privo di una programmazione basata su dati oggettivi. “Non è una guerra tra territori”, chiarisce Castrataro, “ma la difesa del diritto alla salute dei cittadini, che non può essere sacrificato sull’altare di numeri manipolati o di inefficienze trasformate in pretesti”.
Emodinamica: “Non userete un ritardo amministrativo per decretare la morte del Veneziale”
Il nodo più urgente riguarda il futuro dei Laboratori di Emodinamica di Isernia e Termoli. Il POS prevede la cessazione progressiva delle attività di uno dei due, con chiusura definitiva entro dicembre 2026.
Castrataro è netto: se la scelta dovesse ricadere su Isernia, sarebbe “una decisione tecnicamente inspiegabile”.
I numeri, ricorda, parlano chiaro:
• maggiori volumi di attività al Veneziale,
• tasso di mortalità più basso,
• bacino di circa 80 mila abitanti serviti,
• attrattività anche per pazienti di regioni limitrofe.
Il sindaco respinge con forza l’idea che il recente calo delle prestazioni possa essere usato come giustificazione. “L’Emodinamica è ferma dall’8 dicembre perché l’angiografo, che doveva essere installato mesi fa, non è ancora operativo. È inaccettabile che un ritardo amministrativo diventi il grimaldello per smantellare un’eccellenza”.
Punti Nascita: “Non accetteremo statistiche al ribasso costruite a tavolino”
Entro il 15 marzo, un decreto commissariale dovrà sancire la chiusura di almeno uno dei due Punti Nascita tra Isernia e Termoli.
Il Tavolo Tecnico nazionale aveva già indicato il Punto Nascita del Veneziale come quello da salvaguardare tramite deroga. Eppure, anche qui, il sindaco teme giochi di prestigio sui numeri.
“Non accetteremo statistiche al ribasso frutto di potenziamenti mirati in un ospedale e di depotenziamenti in un altro. Le madri hanno diritto a partorire nel proprio presidio di riferimento, a Campobasso come a Termoli e Isernia”.
Agnone declassata: “Un colpo mortale alle aree interne”
Il sindaco definisce “inaccettabile” anche il declassamento del Caracciolo di Agnone da ospedale di area disagiata a semplice ospedale di comunità. Una scelta che, a suo dire, infligge “un colpo mortale” alle zone montane, già penalizzate da anni di tagli e disattenzioni.
“Non saremo complici dello scippo programmato della sanità pubblica”
Il giudizio complessivo di Castrataro è durissimo:
“La salute dei cittadini della provincia di Isernia non è una variabile contabile né una pedina politica. Non resteremo a guardare mentre si tenta di giustificare tagli lineari con disservizi creati dalla stessa burocrazia che oggi vorrebbe chiuderci”.
Il sindaco parla apertamente di “desertificazione programmata” e di reparti lasciati senza ossigeno per poi dichiararne la morte clinica. Una strategia che definisce “uno scippo programmato”.
La promessa: “Difenderemo ogni reparto, in ogni sede”
Castrataro chiude con un impegno che suona come un avvertimento:
“Difenderemo ogni singolo reparto in ogni sede opportuna. Su questi temi non faremo un solo passo indietro”.


