Sanità: “Condanna a morte per l’Alto Molise”: Saia accusa i Commissari e chiama il territorio alla rivolta civile “Hanno cancellato il nostro futuro. Vengano in piazza a spiegare perché sacrificano un intero territorio”

27 Febbraio 2026 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.) Agnone (Is) 27 Feb. 26   Il sindaco di Agnone: “Hanno svuotato il Caracciolo, cancellato il Pronto Soccorso e tradito un’intera comunità. Ora vengano in piazza a spiegare la loro scelta”
Il nuovo Programma Operativo Sanitario è stato approvato. E per l’Alto Molise non è un semplice documento tecnico: è una mazzata, un colpo al cuore, una condanna a morte.
Il sindaco di Agnone, Daniele Saia, lo dice senza filtri attraverso una sua durissima nota diramata alla stampa: la riconversione del Caracciolo in ospedale di comunità significa lo svuotamento totale del presidio e la cancellazione del Pronto Soccorso, retrocesso a un punto di primo intervento. Una decisione che, secondo il primo cittadino, “segna il destino di un territorio già fragile”.
Saia ricostruisce settimane di battaglie: manifestazioni in piazza, conferenze dei sindaci, incentivi ai medici, incontri, rassicurazioni arrivate persino da figure politiche di primo piano. “Abbiamo lottato con le unghie e con i denti – afferma – e ora ci ritroviamo con tutto vanificato”.
Il bersaglio è chiaro: i Commissari ad acta Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, firmatari del POS che, secondo Saia, “cancella ogni sforzo e non ha nulla a che vedere con una riorganizzazione. È un ridimensionamento pesantissimo, un colpo inferto con piena responsabilità”.
Il sindaco non si limita alla denuncia tecnica. Parla di tagli contrari ai principi costituzionali, di una scelta che “crea cittadini di serie A e cittadini di serie B”, di una ferita alla dignità delle persone. E lancia una sfida pubblica:
“Invito i commissari e tutti i decisori a venire in piazza a spiegare ai cittadini perché hanno scelto di sacrificare l’Alto Molise”.
Saia smonta anche la retorica delle compensazioni e degli investimenti per le Aree Interne: “È inutile riempirsi la bocca di progetti collaterali se poi si tagliano i servizi essenziali. Così si spinge la gente ad andare via. A cosa serve investire in un territorio che si priva del suo presidio sanitario?”.
La tempistica rende tutto ancora più amara: mentre in Conferenza Stato-Regioni si discute un nuovo riparto del fondo sanitario che dovrebbe favorire i territori meno popolati, in Molise si procede nella direzione opposta.
“Togliere un Pronto Soccorso – denuncia Saia – significa esporre i cittadini a rischi concreti. Significa dire che chi vive nelle Aree Interne può essere sacrificato”.
Il finale è un appello alla mobilitazione collettiva, senza mezzi termini:
“Se pensano che subiremo in silenzio, si sbagliano. Metteremo in campo tutte le azioni possibili. Contatterò tutti i sindaci del territorio: questa non è una battaglia di Agnone, è una battaglia per la dignità dell’Alto Molise. Da soli non andiamo da nessuna parte, insieme possiamo fare la differenza”.
Un territorio intero, conclude Saia, non accetterà che il proprio futuro venga cancellato.