Sanità molisana, una sola emodinamica e un solo punto nascita: esplode lo scontro politico Il consigliere di minoranza Giovancarmine Mancini attacca la protesta della tenda: “Scelta dannosa per la sanità”
27 Febbraio 2026
(PressMoliLaz.) Isernia, 27 Feb. 26 La conferma è arrivata nel corso dell’ultimo incontro sul riassetto sanitario: nel nuovo Piano resterebbero attivi in Molise una sola emodinamica e un solo reparto di punto nascita. Una scelta che riaccende tensioni politiche e istituzionali e che ha immediatamente innescato un duro botta e risposta.
Al centro della polemica le determinazioni assunte dai commissari governativi Bonamico e Di Giacomo, che avrebbero ribadito la linea di razionalizzazione già anticipata nelle scorse settimane. La decisione ridisegna l’assetto dell’emergenza cardiologica e dell’assistenza alla natalità nella regione, con inevitabili ripercussioni sui territori.
A intervenire con toni particolarmente critici è stato il consigliere comunale di opposizione Giovancarmine Mancini, vicepresidente del Consiglio comunale di Isernia, che ha affidato a una nota – accompagnata da un video diffuso sui social, un attacco frontale al sindaco Castrataro.
Nel suo intervento, Mancini parla di “Fenomeno(logia) di una tenda”, riferendosi alla protesta simbolica messa in atto per difendere i servizi sanitari. Una mobilitazione che, secondo l’esponente di opposizione, avrebbe prodotto un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati.
“Quando la protesta attivata per un bene comune nasconde finalità egoistiche, l’abuso della buona fede dei cittadini è comportamento immorale”, scrive Mancini, sostenendo che l’immagine della sanità molisana ne sarebbe uscita ulteriormente indebolita.
Nel mirino finisce il pressing politico esercitato dal primo cittadino, che – secondo la ricostruzione del consigliere – avrebbe contribuito a irrigidire il confronto con la struttura commissariale, fino a determinare nella bozza del nuovo Piano la previsione di una sola emodinamica e di un solo punto nascita.
L’affondo è diretto e senza attenuanti. Mancini contesta una strategia fatta di gesti eclatanti e simbolici, ritenuta inefficace sul piano istituzionale. Il riferimento è alla scelta del sindaco di dormire ( oggi 61°giorno) in una tenda adiacente l’ospedale Veneziale di Isernia, iniziativa presentata come un tentativo di scuotere le coscienze dei commissari e della politica regionale e nazionale per scongiurare l’attuazione del Piano operativo sanitario. Una protesta accompagnata anche da una grande manifestazione pubblica che ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini.
Secondo l’esponente di opposizione, tuttavia, quella mobilitazione non avrebbe prodotto risultati concreti. Per Mancini si tratta di un “risultato devastante”, che smonta la narrazione di una nuova stagione politica fatta di slogan e immagini ad effetto.
“Il risultato ottenuto dal Sindaco si è rivelato dannoso, oltreché inutile”, afferma ancora il vicepresidente del Consiglio comunale e, vice presidente dell’ Assise, parlando di una strategia volta più alla visibilità personale che alla tutela effettiva dei servizi sanitari.
Il tema, tuttavia, resta sostanziale e va oltre lo scontro politico. La concentrazione in un’unica struttura regionale dell’emodinamica e la presenza di un solo punto nascita riaprono il dibattito sul diritto alla salute in un territorio fragile come il Molise, stretto tra vincoli ministeriali e difficoltà strutturali.
Nei prossimi giorni si attende il testo definitivo del Piano, che dovrà chiarire assetti, tempistiche e modalità di attuazione. Intanto, la vicenda segna un nuovo capitolo nella lunga e complessa crisi della sanità regionale, dove ogni scelta tecnica si intreccia inevitabilmente con la battaglia politica.


