Sanità Molise: Il Consiglio sfiducia i Commissari. Approvata la mozione per il ritorno alla gestione regionale Che succederà ora? I possibili scenari!

4 Marzo 2026 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.) Campobasso, 04 Mar. 26   Una seduta ad altissima tensione quella di ieri a Palazzo D’Aimmo, conclusasi con un atto di rottura politica senza precedenti verso la struttura tecnica inviata da Roma. Il Consiglio regionale del Molise ha approvato all’unanimità dei presenti la mozione che impegna il Presidente della Giunta a richiedere ufficialmente al Governo la sostituzione dei commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, rivendicando il diritto del Molise a gestire autonomamente la propria sanità.
​Lo strappo delle opposizioni: Aula abbandonata
​Nonostante l’importanza del voto, il dibattito è stato segnato dall’abbandono dell’aula da parte delle minoranze. Il Movimento 5 Stelle, con Andrea Greco, ha lasciato i lavori denunciando la mancanza di trasparenza sui conti e il “muro di gomma” eretto dalla struttura commissariale davanti alle richieste dei consiglieri.
​Sulla stessa linea il Partito Democratico, con la consigliera Alessandra Salvatore, che ha annunciato la non partecipazione al voto per contestare un metodo di gestione che giudica lontano dai bisogni reali dei cittadini. Anche gli esponenti di Costruire Democrazia si sono uniti alla protesta, lasciando i banchi vuoti al momento della votazione.
​La Maggioranza compatta: “Riprendiamo il comando”
​Nonostante l’assenza delle opposizioni, la maggioranza di centrodestra ha tirato dritto, sottolineando come la mozione (prima firmataria la consigliera Passarelli) sia la naturale conseguenza del mandato ricevuto dai territori. Il documento approvato punta a far coincidere nuovamente la figura del Commissario con quella del Presidente della Regione, ponendo fine alla stagione dei tecnici esterni.
​Una crisi che parte dal territorio
​La decisione del Consiglio arriva sulla scia delle fortissime proteste dei sindaci molisani, pronti a dare battaglia contro il Decreto 9/2026 sulla riorganizzazione delle guardie mediche. Con questo voto, l’Assemblea Regionale lancia un ultimatum definitivo al Governo: il tempo dei commissari tecnici è scaduto, il Molise vuole tornare a decidere del proprio futuro sanitario.

Cosa succederà ora? Gli scenari possibili

Il voto di ieri non è solo un atto simbolico, ma l’inizio di una partita a scacchi istituzionale molto complessa. Ecco i passaggi chiave che ci attendono:

  • Il mandato a Roberti: Il Presidente della Giunta, Francesco Roberti, forte del mandato unanime del Consiglio (seppur della sola maggioranza), dovrà ora bussare formalmente alle porte dei Ministeri della Salute e dell’Economia (MEF). La richiesta è chiara: il “modello Lazio” o “modello Calabria”, dove la gestione sanitaria è tornata al Presidente della Regione.

  • La scadenza del Piano Operativo (POS): Proprio in questi giorni i commissari hanno adottato il POS 2026-2028, che prevede tagli dolorosi (come la riorganizzazione dei punti nascita di Isernia e Termoli e il declassamento dell’ospedale di Agnone). Se il Governo dovesse rimuovere Bonamico e Di Giacomo, il nuovo commissario (presumibilmente Roberti) avrebbe il compito difficilissimo di provare a rinegoziare questi tagli con Roma, cercando deroghe al Decreto Balduzzi.

  • Il nodo dei 90 milioni: La rimozione dei commissari avviene in un momento critico: è in corso lo sblocco di circa 90 milioni di euro necessari per ripianare parte del debito sanitario con l’ emendamento Lancellotta (FdI). Un cambio al vertice proprio ora potrebbe accelerare il processo (se visto come una pacificazione col territorio) o rallentarlo per motivi burocratici.