Nel 2025 oltre 13,6 milioni di persone hanno rinunciato alle cure. Una crisi che pesa su famiglie, diritti e bilanci domestici
14 Marzo 2026
(PressMoliLaz) 14 Mar 26 Nel 2025 circa 13,6 milioni di cittadini italiani hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. È quanto emerge dai dati di un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.
Secondo quanto evidenziato dal rapporto, la situazione appare particolarmente preoccupante sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello economico. I tempi medi di attesa nella sanità pubblica si avvicinano ai 90 giorni, mentre nel settore privato il costo medio per una prestazione raggiunge i 325 euro. A ciò si aggiunge il fatto che solo il 23% degli italiani utilizza una copertura assicurativa sanitaria.
Questi numeri raccontano una realtà sociale complessa: molte famiglie si trovano costrette a scegliere tra la tutela della propria salute e la sostenibilità economica. Sempre più persone rinunciano a visite specialistiche, esami diagnostici o anche interventi chirurgici, mentre altre sono costrette a ricorrere a prestiti o a forme di indebitamento pur di potersi curare.
Il fenomeno evidenzia una doppia criticità. Da un lato, le lunghe liste d’attesa e le difficoltà organizzative nella sanità pubblica rendono complicato accedere a cure tempestive. Dall’altro, i costi elevati del settore privato incidono pesantemente sui bilanci familiari, favorendo il ricorso al credito per sostenere le spese mediche.
Una situazione che solleva interrogativi importanti in un Paese in cui la tutela della salute è riconosciuta come diritto costituzionale. Secondo diversi osservatori, è necessario intervenire non solo sul piano sanitario e organizzativo, ma anche su quello economico, sostenendo le famiglie in difficoltà e riducendo il rischio che le spese mediche possano trasformarsi in una causa di sovraindebitamento.
Il fenomeno della rinuncia alle cure, infatti, non riguarda soltanto l’accesso alla sanità, ma si intreccia sempre più con le condizioni economiche delle famiglie italiane, rendendo evidente la necessità di politiche capaci di garantire cure accessibili e sostenibili per tutti i cittadini.


