Sanità in Molise, “Comunità Attiva” denuncia: «Non si può spezzare il filo della vita»

20 Marzo 2026 0 Di

(PressMoliLaz) 20 Mar 26 Preoccupazione, ma soprattutto un forte richiamo alla responsabilità. È questo il senso dell’intervento del gruppo consiliare “Comunità Attiva”, che nelle ultime ore ha preso posizione sulle notizie riguardanti possibili chiusure o ridimensionamenti del Punto Nascita di Isernia e del reparto di Emodinamica di Termoli.

«Non è più tollerabile – si legge nella nota – che, a settimane alterne, si continui a far passare l’idea che la vita possa essere gestita come un interruttore: oggi si spegne un servizio, domani un altro». Il gruppo denuncia un clima di incertezza che, nel tempo, ha logorato la fiducia dei cittadini, alimentato anche da promesse che, secondo quanto affermato, non hanno trovato riscontro nei fatti.

Per Comunità Attiva, il tema non è solo organizzativo o contabile, ma profondamente umano: «Le promesse non salvano nessuno. Le persone le salvano i presìdi. E il tempo». Da qui una domanda che viene posta con forza: «Chi risponderà del minuto che manca?».

Nel documento emerge con chiarezza il valore simbolico e concreto dei due reparti. Il Punto Nascita viene descritto come «la vita che arriva», il momento in cui il futuro prende forma. L’Emodinamica, invece, rappresenta «la vita che rischia di andare via», dove ogni minuto può fare la differenza tra salvarsi e non farcela.

«La cosiddetta “golden hour” non aspetta decreti o riunioni», sottolinea il gruppo, evidenziando come il fattore tempo sia determinante nelle emergenze. Per questo, ipotizzare la riduzione o la chiusura di questi servizi significherebbe, secondo la nota, «accettare che quel filo della vita possa essere reciso».

Il gruppo consiliare richiama anche il contesto territoriale del Molise, segnato da anni di difficoltà, distanze e riduzione dei servizi. In questo scenario, termini come “volumi” o “sub-standard” rischiano, secondo Comunità Attiva, di apparire «disumanizzanti», perché «nell’emergenza il tempo non è una variabile organizzativa: è vita».

Non manca un passaggio rivolto ai Commissari alla sanità: «È giusto far quadrare i conti ed evitare sprechi, ma se questo significa scaricare il rischio su chi vive lontano o non ha alternative, forse bisogna fermarsi prima».

Più netto ancora il messaggio alla politica, chiamata ad assumere un ruolo attivo: «Non può limitarsi ad assistere o commentare. Deve pretendere chiarezza, compiere scelte coraggiose e visibili». Viene inoltre ricordato il gesto di protesta di un sindaco del territorio, che da settimane vive in tenda per mantenere alta l’attenzione sul tema.

Infine, l’appello a evitare divisioni interne: «Il pericolo è alimentare una guerra tra poveri: Isernia contro Termoli, un ospedale contro un altro. Come se il diritto alla salute dipendesse dal CAP di residenza».

Il gruppo consiliare conclude ribadendo la propria posizione: «Questa non è una presa di posizione contro qualcuno, ma per la vita. Perché quando si tocca il luogo dove la vita nasce e quello dove la vita si salva, non si razionalizza: si indebolisce la speranza».

Un messaggio chiaro, che rilancia il tema della sanità molisana come priorità assoluta e non negoziabile.