Isernia,“Il cadavere nello scavo e la città sepolta: l’ira di Emilio Izzo travolge l’amministrazione”
26 Marzo 2026
(PressMoliLaz.) Isernia,26 Marzo 26 Emilio Izzo, storico attivista molisano e già candidato alla presidenza della Regione Molise, torna a scuotere il dibattito pubblico con un intervento durissimo. Il ritrovamento di un cadavere durante lavori di scavo nel centro cittadino diventa, nelle sue parole, il simbolo di una città che avrebbe smarrito vitalità, visione e capacità amministrativa.
Izzo, da anni impegnato nella difesa del patrimonio culturale e sanitario del territorio, punta il dito contro l’amministrazione comunale in carica da quasi cinque anni e contro una classe dirigente che — a suo giudizio — avrebbe accompagnato Isernia in un declino progressivo.
La sua denuncia è un elenco di luoghi, servizi e identità perdute: dal Paleolitico alle terme dell’Acqua Solfurea, dall’Università al Veneziale, fino al paesaggio di Pesche e Miranda.
Di seguito, la nota integrale di Emilio Izzo:
In uno scavo per lavori di messa in opera di alcuni cavi, rinvenuto a Isernia un cadavere umano!
Di grazia, in una città morta, cos’altro poteva emergere?!
In una città dove chi governa “dorme” e chi è all’opposizione, quasi!
In una città dove si spendono centinaia di milioni PNNR per rifare strade e scuole per chi non c’è più e chi nasce e scappa, in questa gloriosa città dove non esiste l’ombra di un amministratore capace di progettare un presente e un futuro ma capacissimi di vivere alla giornata creando così di fatto le condizioni per scomparire del tutto!
Vi ricordate il Paleolitico, gioiello dell’umanità scientifica? Da tutti i politici usato come biglietto da visita? Ve lo ricordate? Quindi sapete anche che fine ha fatto!
E le terme dell’Acqua Solfurea, ve le ricordate? Polo d’attrazione per ogni esigenza benefica, ve la ricordate? Quindi sapete che fine ha fatto!
E ve la ricordate l’Università? E quindi sapete anche questa che fine ha fatto!
E ve ricordate la montagna di Pesche e Miranda e le sorgenti del Sordo? Bene, guardatele ancora per poco perché fra non molto perderemo anche quel paesaggio violentato da una delle opere più assurde dal nome che dice tutto “Lotto Zero”, come zero di chi ci amministra!
Vi ricordate anche dei nostri corsi pieni di gente e negozi? Chissà perché non ci sono più né le genti, né i negozi!
Ma voi lo sapete!
Vi ricordate il nostro ospedale, il Veneziale, polo di eccellenza pubblica, retto da grandi medici e poi svenduto ai privati per avere in cambio posizioni politiche durature e comode?
Bene, se ve lo ricordate, sapete anche che fine ha fatto e peggio sarà se si continua a “dormire”!
Vi ricordate le centrali, i lanifici, i pastifici?
Ma che cosa dovete ricordare che nemmeno la storia di questa città conoscete!
Vi ricordate i trasporti su rotaie e su gomma?
Ve li ricordate in tempi passati, senza fronzoli come ci facevano arrivare ovunque?
Ebbene, se ve li ricordate sapete anche come siamo messi in città con una stazione ferroviaria rimessa a nuovo tante volte ma che ancora divide il centro in due per un ascensore che non parte, senza uno sputo di biglietteria, né un punto informazione!
Ma tanti soldi si continuano a spendere a cavolo! Ve la ricordate la strada che costeggia il fiume Sordo?
Ve la ricordate disseminata tra verde, margherite e qualche pascolo, luogo dove poter fare pic nic ovunque?
Se ve la ricordate, sapete anche com’è adesso, più che un luogo ameno, una zona industriale sgradevolissima!
E il glorioso Istituto d’Arte “Manuppella”, luogo di approdo di grandi maestri d’arte e rinomato in tutta Italia?
Se ve lo ricordate, sapete anche che fine gli avete fatto fare! Piuttosto che valorizzarlo, l’avete rilegato a magazzino umano! Ve li ricordate…Continuate voi se ne avete voglia!
A me basta ricordarvi che solo cadaveri possiamo trovare, anche tra chi sembra vivo e che solo la possibilità di diventare presto stante questa pochezza politica e amministrativa! Bisogna inventare, creare, avere coraggio, produrre progetti di rilancio, altro che sagre della porchetta, feste della birra e cazzate varie! Continuate a “dormire”, tanto vi pagano anche per fare danni irreparabili! Che vogliamo di più! Chissà questo morto di, forse, epoca romana quanto stava meglio di noi!
Conclusione
Il testo di Izzo, pur nella sua durezza, intercetta un malessere: la sensazione di una città sospesa, che rischia di sopravvivere più nei ricordi che nella realtà.
Il cadavere riaffiorato diventa così, nelle sue parole, non un reperto del passato, ma un avvertimento sul presente.


