Sanità globale a rischio: più disuguaglianze e rinunce alle cure
13 Aprile 2026
(PressMoliLaz) 13 Apr 26 In occasione della Giornata Mondiale della Salute del 7 aprile, le associazioni AMSI, UMEM, AISCNEWS, Co-mai e Uniti per Unire accendono i riflettori sull’aumento delle disuguaglianze sanitarie a livello globale, aggravate da conflitti, crisi economiche e carenza di personale medico.
Secondo le stime, il numero di persone costrette a rinunciare alle cure potrebbe crescere fino al 36%. Già oggi milioni di cittadini nel mondo evitano visite, esami e terapie per motivi economici o difficoltà di accesso. Anche nei Paesi più avanzati, fino al 20-25% della popolazione rinvia le cure, segnando una frattura sempre più netta tra chi può permettersi assistenza sanitaria e chi no.
Le guerre in corso stanno peggiorando ulteriormente la situazione, con la distruzione delle strutture sanitarie, la carenza di personale e l’aumento dei costi di farmaci ed energia. In questo contesto, la tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran apre uno spiraglio per attivare corridoi sanitari e interventi urgenti a sostegno delle popolazioni civili.
Il quadro globale resta critico: oltre l’84% della popolazione vive in Paesi con investimenti sanitari insufficienti e, nei contesti più fragili, la spesa pubblica resta sotto il 2-3% del PIL. Emblematico il caso del Sudan, dove circa l’80% delle strutture sanitarie non è operativo.
A incidere sono anche fattori strutturali come inquinamento, carenza di acqua potabile e degrado ambientale, che favoriscono la diffusione di malattie infettive e croniche. Le associazioni chiedono un piano sanitario internazionale basato su corridoi umanitari, invio di personale medico e rafforzamento delle infrastrutture.
Nonostante l’elevata fiducia nella medicina, il vero problema resta l’accesso alle cure. Senza interventi concreti e senza fermare guerre e disuguaglianze, avvertono, il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio per pochi.


