Comune Campobasso, Centrodestra in tilt: la Lega caccia Tramontano, bufera sugli astenuti

24 Aprile 2026 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.) Campobasso, 24 aprile 26     Il Consiglio comunale di Campobasso, guidato dalla maggioranza di centrosinistra della sindaca Forte, ha approvato ieri il bilancio consuntivo 2025. Un passaggio che, secondo numerosi osservatori politici, sarebbe stato tutt’altro che scontato senza il contributo determinante di una parte dell’opposizione.
Astensioni e voti favorevoli provenienti dal centrodestra hanno infatti permesso alla maggioranza di superare, ancora una volta, senza difficoltà una delle prove amministrative più delicate dell’anno, aprendo una frattura profonda nella coalizione e alimentando un malcontento diffuso nella base.
Ad astenersi e non votare contro il bilancio sono stati Esposito (Forza Italia), Colagiovanni e Bozza (Popolari), De Lucia (Lega), Maroncelli (Noi Moderati) e Di Giorgio (UDC). A loro si è aggiunto Lopriore (AVS), oggi in gruppo con l’ex cantiere civico De Iasio, che però ha scelto di votare a favore dell’approvazione del documento contabile. Proprio De Iasio, insieme a Tramontano della Lega, ha espresso voto favorevole, contribuendo al via libera al bilancio.
A opporsi sono rimasti soltanto i gruppi più compatti dell’opposizione: Fratelli d’Italia, con Pilone, Di Claudio, Annuario, Cefaratti e Sanginario, e Cantiere Civico, con Ruta, Iafigliola e Lombardi. Una minoranza che ha mantenuto una linea politica coerente, mentre il resto del centrodestra si è presentato diviso e, secondo alcuni commentatori, “in balia di scelte individuali e calcoli personali”.
La reazione più immediata e più dura è arrivata dalla Lega. Il coordinatore regionale Aldo Patriciello ha annunciato ufficialmente con una propria nota diramata alla stampa, l’espulsione del consigliere Alberto Tramontano, definendo il suo voto favorevole “politicamente grave e incomprensibile” e “in totale contrasto con la linea del partito e con il mandato degli elettori”. Nel comunicato, Patriciello richiama anche “comportamenti già emersi” e una “preoccupante distanza dai valori della Lega”, invitando Tramontano a lasciare il ruolo di capogruppo e quindi la Lega.
Secondo analisti locali, questa presa di posizione ha creato un precedente che ora pesa su tutto il centrodestra, perché ha mostrato che un partito è disposto a intervenire in modo netto contro chi si discosta dalla linea.
In ambienti della coalizione, infatti, cresce la pressione affinché anche gli altri partiti chiariscano le posizioni dei propri consiglieri. Forza Italia viene chiamata a spiegare l’astensione di Esposito; i Popolari devono fare i conti con il doppio caso Colagiovanni–Bozza; Noi Moderati con la scelta di Maroncelli; l’UDC con quella di Di Giorgio.
Secondo queste ricostruzioni, la base del centrodestra chiederebbe ai partiti di “imitare la fermezza mostrata dalla Lega”, assumendo provvedimenti verso chi, con astensioni o voti favorevoli, ha contribuito al passaggio del bilancio Forte.
Commentatori e militanti parlano apertamente di “ambiguità”, “doppi binari” e “posizionamenti personali” che avrebbero finito per reggere il gioco alla maggioranza di centrosinistra proprio nel momento più delicato. In particolare, secondo alcune letture politiche, il fatto che il Consiglio resti in piedi senza scossoni potrebbe rappresentare un vantaggio per chi, all’interno dell’opposizione, punta a mantenere ruoli, visibilità o equilibri personali.

nota Patriciello-Lega Molise (click per ingrandire)

A rendere il quadro ancora più teso è un altro elemento che, secondo fonti interne al centrodestra molisano, circola da mesi: i coordinatori regionali dei partiti – da Lotito per Forza Italia, a Cesa per l’UDC, fino a Niro e agli altri vertici dei partiti di coalizione – avevano annunciato da tempo una riunione per ristabilire coerenza, linea politica e coesione interna. Una riunione che, però, non si è mai tenuta.
Secondo queste fonti, proprio l’assenza di un confronto ufficiale avrebbe favorito comportamenti ondivaghi e scelte individuali che ora stanno mettendo in difficoltà l’intera coalizione.
È in questo contesto che, sempre secondo osservatori e ambienti politici, si fa sempre più insistente una domanda: cosa aspettano i coordinatori regionali del centrodestra molisano a intervenire con la stessa decisione mostrata dalla Lega?
Una domanda che, secondo queste letture, nasce dalla convinzione che la credibilità dell’intera coalizione passi dalla capacità di sanzionare comportamenti considerati incoerenti con il mandato ricevuto dagli elettori.
Il risultato è un’opposizione frastagliata, attraversata da ripicche interne e da una crescente richiesta di chiarezza. La maggioranza Forte, secondo molti analisti locali, esce politicamente rafforzata da una seduta che avrebbe dovuto metterla alla prova, mentre il centrodestra si ritrova a fare i conti con una questione che, per la base, non è più rinviabile: coerenza verso gli elettori e responsabilità verso il mandato ricevuto.