Dispersione scolastica: il problema nasce molto prima delle superiori

3 Maggio 2026 0 Di

(PressMoliLaz) 03 Mag 26 Oggi si parla spesso di dispersione scolastica come se fosse causata principalmente dalla mancanza di servizi o dall’assenza delle istituzioni. In realtà, la situazione è cambiata: negli ultimi anni sono stati attivati numerosi progetti educativi, potenziati anche grazie ai fondi europei e al PNRR. Comuni e servizi territoriali si stanno muovendo, offrendo percorsi di supporto sia agli studenti che alle famiglie. Eppure, il problema dell’abbandono scolastico continua a persistere.

Secondo la pedagogista Teresa Pia Renzo, la vera criticità sta altrove. Molti ragazzi arrivano alle scuole superiori con fragilità accumulate nel tempo, spesso fin dai primi anni di vita. Quando uno studente decide di lasciare la scuola, non è una scelta improvvisa: è il segnale di un disagio educativo radicato, che non è stato intercettato o affrontato in modo efficace negli anni precedenti.

Nonostante l’esistenza di strumenti concreti come percorsi educativi personalizzati, interventi domiciliari e servizi di accompagnamento scolastico, molte famiglie faticano ad affidarsi a queste opportunità. In alcuni casi prevalgono diffidenza e paura, in altri manca la consapevolezza dell’importanza di un sostegno educativo continuo. Questo porta spesso a un’interruzione dei percorsi iniziati, riducendone l’efficacia.

Un ruolo cruciale è svolto dalla prima infanzia. Nei primi tre anni di vita si sviluppano le competenze fondamentali per la crescita cognitiva, emotiva e relazionale. È proprio in questa fase che si pongono le basi dell’apprendimento futuro. Per questo motivo, servizi come l’asilo nido non dovrebbero essere considerati semplici strumenti assistenziali, ma veri e propri pilastri del sistema educativo.

Le difficoltà emergono in modo più evidente durante l’adolescenza, soprattutto alle scuole superiori. È qui che molti studenti iniziano a percepire un forte senso di inadeguatezza, dovuto a lacune nelle competenze di base come italiano, matematica e inglese. La scuola diventa così un luogo di frustrazione, spingendo alcuni ragazzi ad abbandonare gli studi per entrare precocemente nel mondo del lavoro, spesso in condizioni precarie e poco qualificate.

Infine, un altro nodo fondamentale riguarda la collaborazione tra scuola e famiglia. Non si può pensare che l’istituzione scolastica possa affrontare da sola una sfida così complessa. Serve una reale corresponsabilità educativa, che oggi in molti contesti risulta fragile. In alcuni casi, l’abbandono è legato a difficoltà economiche familiari; in altri, alla mancanza di fiducia nelle proprie capacità.

In conclusione, la dispersione scolastica non è un problema che nasce all’improvviso, ma il risultato di un percorso segnato da fragilità non risolte. Intervenire precocemente, rafforzare il legame tra scuola e famiglia e valorizzare i servizi educativi fin dalla prima infanzia rappresentano le chiavi per prevenire quello che, troppo spesso, diventa un fallimento non solo individuale, ma sociale.