Coscia attacca il PD molisano: “A Montenero ha abdicato al suo ruolo”. Da uomo di sinistra PD
10 Maggio 2026
(PressMoliLaz.) Montenero di Bisacaccia (Cb),10 Mag. 26 In un intervento che suona come una delle più dure autocritiche interne degli ultimi anni, l’avvocato Simone Coscia, iscritto al Partito Democratico, denuncia senza mezzi termini la scelta del PD molisano di non costruire un’alternativa alla destra nelle elezioni di Montenero di Bisaccia.
Coscia, che ha patrocinato pro bono la lista Montenero Dignitosa, rivendica la vittoria giudiziaria ottenuta al TAR e al Consiglio di Stato, ma allo stesso tempo punta il dito contro il suo stesso partito, accusandolo di aver favorito — direttamente o indirettamente — la lista della sindaca uscente Contucci, espressione del centrodestra regionale.
Il comunicato, che riportiamo integralmente, è un atto d’accusa frontale: il PD, secondo Coscia, avrebbe rinunciato al proprio ruolo storico di alternativa, scegliendo invece un “inciucio” che immobilizza la democrazia locale e regionale.
COMUNICATO INTEGRALE DI SIMONE COSCIA
A Montenero il PD ha abdicato al proprio ruolo di essere alternativo alla destra di potere. Da avvocato che ho patrocinato pro bono la lista “Montenero Dignitosa” sento il dovere di esprimere la mia piena soddisfazione per l’esito giudiziario emerso dalle sentenze a favore dei miei assistiti. Ai cittadini di Montenero di Bisaccia è stato garantito il diritto di poter scegliere fra diverse proposte politiche, attraverso una competizione elettorale che torna ad essere
davvero democratica.
Se confermata l’improvvida esclusione in prima battuta delle liste alternative a quella della Sindaca Contucci si sarebbe lesa in modo irreparabile la già scarsa propensione della nostra Regione alla partecipazione politica.
Prima il TAR del Molise a Campobasso e poi il Consiglio di Stato a Roma hanno riconosciuto le ragioni della democrazia formale e sostanziale.
Allo stesso tempo da iscritto del Partito Democratico sento la necessità di esternare un forte sconcerto riguardo alle dinamiche politiche che hanno portato esponenti locali del mio partito a sostenere di fatto la lista civica della Sindaca uscente, chiara espressione del centrodestra di governo regionale.
Ancora più imbarazzo mi crea la circostanza che i consiglieri regionali del PD – dato che in sostanza il partito è da loro controllato – con il loro finto disinteresse abbiano avallato questa scelta, senza impegnarsi in alcun modo alla costituzione di una lista,
sì civica, ma riconducibile al nostro partito ed alternativa alla destra.
Questa scelta appare ancora più riprovevole se si considera che Montenero è il Comune fra quelli chiamati al voto amministrativo dove in modo più evidente potrebbero essere evidenziate tutte le contraddizioni che la coalizione oggi al governo regionale sta vivendo.
Proprio qui appare più evidente la rottura fra l’ala politica che fa riferimento al partito della Meloni capeggiato in zona da Pallante e quella che guarda al Presidente della Regione Francesco Roberti. I consiglieri regionali del PD vivono quotidianamente i corridoi di Palazzo D’Aimmo a Campobasso e ben conoscono queste dinamiche politiche a livello regionale, ben più veritiere dei voti di facciata della maggioranza in Consiglio. Avrebbero proprio in considerazione di questa evidente divaricazione politica insinuarsi nella faglia aperta fra avversai ed evidenziare le divergenze in atto, sostenendo a Montenero un candidato d’area alternativo al sistema di potere.
E invece, in una logica pagana di “eterno ritorno”, ha scelto il più evidente e sfacciato “inciucio” politico, facendo credere agli elettori che nella cittadina ai confini con l’Abruzzo non ci fosse altra opzione politica se non quella dell’ineluttabile continuità.
La mera conservazione dell’identico. Il sistema politico molisano ha tentato l’ennesimo arrocco. Leggere la sentenza del Consiglio di Stato che ha riammesso le due liste escluse è davvero istruttivo. Oltre alla valutazione giuridica, si possono leggere ragioni di ordine democratico a sostegno della sentenza e anche chiare sottolineature di comportamenti da parte di esponenti politici coinvolti del tutto incongrui con il ruolo istituzionale ricoperto. La Magistratura amministrativa ha prodotto una strenua difesa della democrazia che molti in Molise tentano di
costringere nell’angusta stanza del potere costituito, immobile e inamovibile.
La democrazia ha bisogno di partecipazione e di alternative. Se proprio le opposizioni e in primis il PD, rifiutano di svolgere questo ruolo significa che il sistema democratico si è cronicizzato. Significa che il Molise non ha speranza di vivere una stagione politica diversa. I consiglieri regionali del PD sembrano avere il solo interesse di reggere le sorti di questa legislatura e di aiutare il Presidente di turno a condurla nel porto tranquillo del suo termine naturale, nonostante tutto.
Gli esponenti del PD in Molise da troppo tempo, fin dai tempi del governo Frattura, ci hanno abituati a un dialogo troppo stretto, serrato e interessato con una parte del potere politico che nasce e prolifica a destra. Questa attitudine si ripresenta ogni qualvolta ci sarebbe l’occasione per dimostrare la propria indipendenza e la capacità di compiere lo sforzo per diventare una vera alternativa alla destra di potere in Molise.
Anche a Montenero, ma prima a Guglionesi, e prima ancora a Termoli, si è abdicato a quello che ribadisco dovrebbe essere il ruolo che un PD degno di questo nome in Molise dovrebbe perseguire: una vera alternativa alla destra di potere.
Ma ad oggi, purtroppo, questo PD molisano non rappresenta che una mera copia di una finta sinistra che pare operi con le stesse modalità della peggiore destra.
Attendo smentite, ma soprattutto attività di ravvedimento operoso da parte del mio partito, con il suo reale impegno in questa difficile campagna elettorale a fianco della lista “Montenero Dignitosa”, sarà questo l’unico modo affinché lo stesso PD possa riscattarsi degnamente.
Simone Coscia


