Sanità smantellata, il Molise indignato non molla. Piazza piena a Isernia contro la chiusura del Punto Nascita

11 Maggio 2026 0 Di

di Vito Garofalo

(PressMoliLaz.) Isernia, 11 maggio 26    Una protesta forte, rabbiosa, carica di paura e dignità quella andata in scena ieri pomeriggio a Isernia, davanti all’ospedale Veneziale. Cittadini, amministratori, sindaci del territorio, associazioni e operatori sanitari si sono ritrovati fianco a fianco per dire no all’ennesimo colpo inferto alla sanità pubblica molisana.

Al centro della mobilitazione, la decisione dei Commissari alla sanità di procedere verso la soppressione del Punto Nascita del Veneziale e la chiusura dell’Emodinamica del San Timoteo di Termoli. Due servizi considerati vitali per un territorio già piegato da anni di tagli, carenze di personale e progressivo depotenziamento degli ospedali.

In piazza si è alzato un grido unanime: “Il Molise non può morire”. Per molti sindaci presenti, le scelte imposte da Roma rappresentano “una condanna” per le aree interne e per migliaia di cittadini costretti ogni giorno a fare i conti con strade difficili, collegamenti lenti e servizi essenziali sempre più lontani.

La chiusura del Punto Nascita di Isernia viene vissuta come un’umiliazione storica. “Nessuno nascerà più in questa provincia”, hanno denunciato alcuni manifestanti, sottolineando il dramma di un territorio che continua a perdere presìdi fondamentali e giovani famiglie.

Durissima anche la protesta contro il possibile stop all’Emodinamica di Termoli, reparto strategico per le emergenze cardiache nel basso Molise. Una scelta che, secondo amministratori e cittadini, rischia di mettere in pericolo vite umane aumentando tempi di intervento già critici.

L’atmosfera della manifestazione è stata attraversata da rabbia ma anche da una forte partecipazione popolare. Cori, striscioni e applausi hanno accompagnato gli interventi dei sindaci e dei rappresentanti istituzionali. In molti hanno ricordato la lunga battaglia del sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che da mesi porta avanti iniziative e mobilitazioni per difendere la sanità pubblica molisana.

Ma dalla protesta è arrivato anche un messaggio politico preciso. Il Consiglio Comunale di Isernia, all’unanimità, attraverso il sindaco, insieme ad altri Sindaci e amministratori del territorio, con il pieno sostegno della Regione Molise, sarebbero pronti ad avviare un ricorso al Tar contro i provvedimenti che prevedono la chiusura dei reparti. L’obiettivo è tentare di bloccare decisioni ritenute gravissime per il diritto alla salute dei cittadini molisani e per la sopravvivenza stessa della sanità pubblica nelle aree interne.

Nel mirino finiscono commissariamento e parametri ministeriali considerati “freddi numeri”, incapaci di comprendere le difficoltà reali di una regione piccola e fragile come il Molise. I manifestanti chiedono deroghe immediate e accusano la politica nazionale di voler cancellare pezzi interi di diritto alla salute.

Da Isernia parte così un messaggio chiaro: il territorio non intende restare in silenzio mentre ospedali e reparti vengono smantellati. La battaglia per difendere il Veneziale e l’intera sanità molisana, assicurano cittadini e amministratori, è soltanto all’inizio.