ZES Unica, svolta burocratica per il Molise: a Pozzilli il tavolo sul rilancio delle imprese All’Hotel Dora il confronto sul Mezzogiorno tra Confindustria e istituzioni. Taglio dei tempi autorizzativi da due anni a 40 giorni, sbloccati 20 miliardi di investimenti nel Sud.
29 Maggio 2026di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Pozzilli,29 maggio 26 Si è tenuto ieri, nella cornice congressuale dell’Hotel Dora di Pozzilli (IS), l’importante convegno dal titolo “ZES e Incentivi nel Sud: Opportunità per le Imprese”, promosso da Confindustria Molise. Un appuntamento cruciale che ha riunito i vertici istituzionali, sindacali e datoriali per tracciare il bilancio e disegnare le prospettive future della Zona Economica Speciale Unica, a due anni dalla riforma che ne ha accentrato la governance strutturale.
I dati emersi delineano un quadro di forte fermento per l’intero Mezzogiorno, con un impatto tangibile che inizia a riverberarsi anche sul fragile tessuto produttivo molisano. L’evento è stato organizzato egregiamente in ogni minimo dettaglio da Confindustria Molise, guidata magistralmente dal Presidente Mauro Natale, qui in veste di impeccabile padrone di casa; quest’ultimo, in apertura dei lavori, ha espresso profonda gratitudine alla struttura nazionale e al Vice Presidente Natale Mazzuca per il prezioso supporto operativo nell’organizzazione di un tavolo tecnico di così alto profilo, nobilitato dalla presenza del Governo.
Il fulcro del dibattito si è concentrato sulla drastica contrazione dei tempi autorizzativi e sulle dinamiche di sgravio fiscale, leve ritenute indispensabili per invertire la rotta della desertificazione industriale. Secondo il Presidente degli industriali molisani, il vero valore aggiunto della ZES risiede nell’abbattimento delle barriere burocratiche: «La cosa più importante è la sburocratizzazione delle autorizzazioni. Basti pensare che prima, per alcune pratiche nel nostro comparto, le imprese potevano attendere dai 17 ai 24 mesi. Con l’avvento della Zona Economica Speciale, questo lasso di tempo si riduce drasticamente a soli 40 giorni. Una differenza che per chi fa impresa significa sopravvivenza e competitività».
Un pragmatismo, quello confindustriale, che trova riscontro nelle parole del Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, il quale ha rivendicato l’attivismo storico del territorio molisano, pioniere nelle prime fases di sperimentazione dello strumento attrattivo. «Il Molise, paradossalmente, prima ancora dell’accentramento della ZES Unica, è stata la prima regione in Italia a cantierare un progetto pilota concreto con l’allora commissario Guadagnuolo», ha ricordato Roberti.
Il Governatore ha citato investimenti chiave come quello della Momentive e della ITT – azienda specializzata nella produzione di pastiglie per freni automobilistici –, evidenziando come le procedure d’urgenza abbiano consentito di sbloccare infrastrutture e ampliamenti. Roberti ha inoltre citato il caso del comparto industriale automobilistico e dell’area di Termoli: «Abbiamo utilizzato questo strumento anche con l’Asvir per tentare di realizzare la Gigafactory di ACC, ottenendo tutti i permessi a costruire in meno di otto mesi. La ZES non è solo uno strumento rapido, ma offre certezze finanziarie e fiscali agli imprenditori che investono capitali cospicui, consentendo una programmazione a lungo termine e a larghe vedute».
I numeri complessivi della svolta governativa sono stati illustrati nel dettaglio da Luigi Sbarra, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per il SUD. «La riforma della ZES introdotta nel 2023 dal Governo Meloni ha dimostrato in questi due anni risultati assolutamente positivi», ha dichiarato l’esponente dell’esecutivo. I dati parlano di ben 1.350 autorizzazioni uniche rilasciate a livello meridionale dalla struttura di missione nazionale, di cui 21 localizzate specificamente in Molise. Sul fronte dei benefici fiscali, l’Agenzia delle Entrate ha registrato circa 17.300 domande, con quasi 350 istanze provenienti da imprese molisane, generando un volume complessivo di investimenti privati pari a 20 miliardi di euro nel Sud.
«Il centro studi Ambrosetti certifica che tali misure genereranno un impatto economico complessivo di 55 miliardi di euro tra attività dirette e indotto, con la creazione di 60.000 nuovi posti di lavoro», ha aggiunto Sbarra, annunciando inoltre lo stanziamento di un miliardo di euro nel Decreto Primo Maggio per il consolidamento degli incentivi all’occupazione giovanile, femminile e dei lavoratori svantaggiati, abbinato a un piano da 10 miliardi per la transizione 5.0 digitale e green nel triennio.
In merito alla crisi dell’ automotive e all’abbattimento dei costi energetici sollevato dalle parti sociali, il Sottosegretario ha infine rassicurato che il credito d’imposta ZES coprirà l’acquisto di beni strumentali, impianti e terreni, mentre l’esecutivo continuerà a dare battaglia in Europa per ottenere flessibilità sui fondi di coesione, legando la sicurezza energetica alla tenuta occupazionale dei territori. La parola d’ordine emersa da Pozzilli è fare squadra: istituzioni e imprese unite per vincere la sfida dello sviluppo.





