“Riattaccate e chiamate il 112”: il commissario Lobascio lancia l’allarme truffe agli anziani in provincia di Isernia (Intervista) Truffe agli anziani, il responsabile della Squadra Mobile Edoardo Lobascio alla Questura: "Un danno non solo economico, ci rubano i ricordi di una vita"
4 Giugno 2026di Vito Garofalo
(PressMoliLaz.) Isernia, 04 Giugno 26 Il fenomeno delle truffe ai danni degli anziani non conosce tregua in provincia di Isernia. A confermarlo, questa mattina in Questura, è stato il commissario Edoardo Lobascio, responsabile della Squadra Mobile, durante una conferenza stampa convocata proprio per fare il punto su un problema che negli ultimi tempi si sta aggravando, soprattutto nei centri più piccoli del territorio.
I numeri preoccupano, ma ancora di più preoccupa la natura dei danni. Oltre al danno economico, immediato e quantificabile, c’è una ferita più profonda: gli anziani, spinti dalla paura di vedere i propri figli o nipoti in pericolo, consegnano ai malviventi oggetti preziosi carichi di ricordi — fedi, collane, gioielli ricevuti in regalo in occasioni di vita che non torneranno più. Un furto non soltanto materiale, dunque, ma anche sentimentale.
Come funziona la truffa
Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: viene identificata una vittima, preferibilmente con un’utenza fissa e di età avanzata, e la si contatta telefonicamente spacciandosi per un appartenente alle forze dell’ordine — carabinieri o polizia. Il falso agente comunica che un familiare è nei guai, spesso coinvolto in un incidente, e che per risolvere la situazione occorre consegnare denaro o gioielli. Un complice si presenta poi fisicamente all’abitazione per ritirare il “pagamento”. A quel punto, il raggiro è consumato.
Il primo contatto è quasi sempre telefonico, e proprio da questo dato ha preso le mosse Lobascio nel suo intervento, trasformando la conferenza stampa in un vero e proprio momento di sensibilizzazione.
I consigli della Squadra Mobile
Il giovanissimo Commissario, nato a Corato (BA) ha illustrato una serie di accorgimenti pratici rivolti agli anziani e alle loro famiglie. Il messaggio centrale è semplice ma fondamentale: nessun rappresentante delle forze dell’ordine chiede mai denaro o oggetti di valore al telefono, né manda qualcuno a casa per ritirare nulla. Di fronte a qualsiasi chiamata sospetta, la prima cosa da fare è riagganciare e chiamare immediatamente il 112.
Un altro consiglio è quello di avvertire sempre un familiare o un vicino di fiducia prima di aprire la porta a chiunque si presenti come agente o funzionario, anche se mostra un tesserino. I truffatori sono esperti nell’imitare toni autorevoli e nel creare stati d’ansia che inducono la vittima ad agire d’impulso, senza riflettere.
Un territorio da proteggere
La provincia di Isernia, con la sua struttura demografica anziana e i suoi tanti piccoli borghi, si trova particolarmente esposta a questo tipo di criminalità. La Questura, fin dall’inizio dell’anno, ha messo al centro il tema della polizia di prossimità — intesa come presenza sul territorio, ascolto e rapporto diretto con i cittadini — e ha già proceduto ad arresti in flagranza di persone responsabili di truffe agli anziani.
Non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno organizzato, con gruppi che si spostano da fuori regione prendendo di mira proprio le zone meno presidiate. In uno degli ultimi casi documentati, un 39enne era stato bloccato dagli investigatori mentre usciva dall’abitazione di una donna di 77 anni con oltre 120 grammi d’oro e 600 euro in contanti, sottratti dopo una telefonata in cui un complice si era finto maresciallo dei carabinieri.
Il messaggio che la Questura di Isernia lancia oggi è chiaro: denunciare sempre, non vergognarsi di essere stati ingannati, e ricordarsi che le forze dell’ordine sono vicine. Chi ha dubbi o si trova in una situazione sospetta può chiamare il numero di emergenza senza esitazione — le truffe si battono soprattutto con l’informazione e con la fiducia nelle istituzioni.
Intervista integrale al Commissario Lobascio raccolta questa mattina a margine della conferenza stampa in Questura
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