Arte, radici e futuro: il laboratorio a cielo aperto di Civitacampomarano raccontato da Marinella Ciamarra
21 Giugno 2026
(PressMoliLaz) Civitacampomarano (CB), 21 Giu 26 Un luogo sospeso tra storia e contemporaneità, dove la fragilità del territorio convive con la forza delle relazioni umane e con la capacità dell’arte di generare nuove prospettive. È questo il cuore del reportage fotografico realizzato da Marinella Ciamarra, campobassana, esito del Corso di Alta Formazione Fotografica svoltosi a Civitacampomarano tra ottobre 2025 e aprile 2026.
Il progetto nasce nell’ambito di un percorso formativo, a cura dell’Associazione I Cavalieri di San Biase, che ha coinvolto i fotografi Dario Coletti, Monica Bulaj, Nausicaa Giulia Bianchi e Francesco Comello e che ha visto la partecipazione, attraverso selezione nazionale, di quattro fotografi impegnati a raccontare il territorio attraverso il proprio sguardo.
Nel reportage di Marinella Ciamarra, Civitacampomarano emerge come metafora della condizione umana contemporanea: un piccolo borgo molisano arroccato sugli Appennini, segnato dallo spopolamento e dalla precarietà geologica, ma capace di trasformare le proprie fragilità in occasioni di incontro, creatività e resistenza.
Le immagini e il racconto restituiscono una comunità attraversata da due anime complementari: quella delle radici, incarnata dagli abitanti che hanno scelto di restare, custodendo tradizioni e memoria; e quella del movimento, rappresentata dalle persone provenienti da altri Paesi che hanno scelto Civita come luogo in cui vivere, lavorare e costruire nuovi legami.
Accanto a questa dimensione sociale si sviluppa quella artistica, divenuta negli anni uno dei tratti distintivi del paese grazie al Cvtà Street Fest, festival internazionale di street art nato nel 2016 su iniziativa della Pro Loco locale e sotto la direzione artistica di Alice Pasquini. Murales, installazioni, workshop e iniziative culturali hanno trasformato il borgo in un laboratorio a cielo aperto, capace di attrarre artisti e visitatori da tutto il mondo.
Il reportage di Marinella Ciamarra non si limita a documentare un luogo, ma ne interpreta l’essenza: la lotta quotidiana contro l’abbandono, la capacità di accogliere il nuovo senza rinunciare alla propria identità, la consapevolezza della fragilità come elemento costitutivo dell’esistenza.
Civitacampomarano diventa così simbolo di una resistenza gentile e tenace, dove l’arte e la cultura si fanno strumenti di coesione sociale e di rigenerazione territoriale.
Un racconto per immagini e parole che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e territorio, memoria e futuro, appartenenza e cambiamento, restituendo al pubblico la storia di una comunità che continua a resistere e a immaginare il domani.


