Reti Idriche. Il 42% dell’acqua va sprecata: costo 9,8 Miliardi.

19 Luglio 2026 0 Di

 

 

(PressMoliLaz) 19 Lug 26 L’Italia continua a fare i conti con una delle principali criticità del sistema idrico nazionale: la dispersione dell’acqua potabile lungo la rete di distribuzione. Secondo le più recenti analisi, circa il 42% dell’acqua immessa negli acquedotti non raggiunge mai cittadini e imprese a causa di perdite dovute all’obsolescenza delle infrastrutture e alla scarsa manutenzione. Un fenomeno che comporta un danno economico stimato in circa 9,8 miliardi di euro.

In pratica, quasi un litro d’acqua su due si disperde prima di arrivare ai rubinetti. Le conseguenze non sono soltanto economiche, ma anche ambientali: aumenta lo sfruttamento delle risorse idriche, cresce il consumo di energia necessario per captare, trattare e distribuire l’acqua e si riduce la capacità del sistema di affrontare periodi di siccità sempre più frequenti.

La situazione non è uniforme sul territorio nazionale. Le perdite risultano generalmente più elevate in molte aree del Mezzogiorno, dove le reti sono spesso più datate e richiedono interventi di ammodernamento, mentre alcune realtà del Centro-Nord hanno già avviato programmi di efficientamento che stanno contribuendo a ridurre gli sprechi.

Negli ultimi anni sono stati stanziati fondi nazionali ed europei per il rinnovo delle infrastrutture idriche, con l’obiettivo di sostituire le condotte più obsolete, introdurre sistemi di monitoraggio digitale e individuare tempestivamente le perdite. Tuttavia, gli interventi richiedono tempi lunghi e investimenti costanti per produrre risultati significativi.

Ridurre la dispersione dell’acqua rappresenta oggi una delle sfide più importanti per il Paese. Oltre a garantire un servizio più efficiente ai cittadini, significherebbe contenere i costi di gestione, tutelare una risorsa sempre più preziosa e rendere il sistema idrico italiano più resiliente ai cambiamenti climatici.